Al di là del comprensibile sgomento, del cordoglio e della comprensione alle vittime della follia omicida di Claudio Giardiello, la sparatoria presso il Tribunale di Milano ha fatto emergere tutta la pochezza del nostro Paese. Cialtroneria, pressapocaggine ed ipocrisia. A cominciare dal momento dell'ingresso di Giardello, con un tesserino di riconoscimento estraneo agli operatori legali. Nemmeno un documento falsificato come si era ipotizzato. In una dei più importanti e strategici presidi giudiziari italiani, praticamente riesci ad entrare con la tessera punti dell'Esselunga.
Non solo. Dopo aver sparato tredici colpi, dico tredici, all'interno del palazzo il killer se ne esce indisturbato.Evidentemente è andata bene, molto bene. Proviamo ad ipotizzare se l'azione fosse stata organizzata da un commando addestrato. E' comprensibile che gli addetti ai lavori del palazzo, abbiano un accesso riservato ; che questo sia senza metal detector e che gli addetti alla sicurezza per evitare la coda-altrimenti gli avvocati si spazientiscono e abbattono le porte-debbano controllare superficialmente i documenti, è un altro paio di maniche.
I frutti della spending review a volte sono molto amari, soprattutto se applicati senza senso. Ricordo che il contratto di appalto dei servizi di vigilanza al Tribunale di Milano, assimila gli addetti
ai servizi di portierato.
Ergo se vuoi Rambo non puoi pagarlo come la bella olandesina. La sparatoria non è il frutto della delegittimazione della magistratura. Che esiste ma gli stessi magistrati fanno la loro parte, per alimentarla.Mentre i tribunali sono perennemente sotto organico e la digitalizzazione documentale, rimane una chimera, si fanno incastrare da Matteo Renzi nella polemica sui 45 giorni di ferie , respingendo ogni ipotesi di divisione delle carriere e soprattutto di chiudere l'assurdo automatismo di avanzamento delle stesse.
E' una categoria che come quella politica e degli imprenditori rappresenta pregi e difetti dell' italica gente, L'avvocato ed il giudice deceduti, stavano svolgendo le loro funzioni questo e vero ma nessuno dei due quella mattina, ha scientemente sfidato la morte recandosi in tribunale.compresi i carabinieir che hanno individuato la targs dello scooter di Giardello . Paragonare Falcone, Borsellino, Livatino ed altri veri eroi, non solo è senza senso ma profondamente sgradevole, in una vicenda che seppur tragica si ferma alla cronaca nera.