Schivo e riservato per natura, ha tutte le doti per assurgere al rango di “uomo del mistero” della narrativa. Si tratta di Thomas Ligotti, autore nativo di Detroit, che in questi ultimi anni ha cominciato ad essere conosciuto e amato anche da noi. Questo anche grazie alla serie televisiva intitolata “True Detective”. Confinare lo scrittore statunitense solo nell’ambito della serie televisiva trasmessa in Italia da Sky Atlantic sarebbe ingeneroso. Quello di Ligotti è, infatti, un nome che gli amanti del genere horror devono tenere ben presente.

L’uomo che scrive per esorcizzare le proprie paure

Nato il 9 luglio 1953 a Detroit, la città americana dei motori, sede di un famoso salone dell’autoThomas Ligotti è un uomo che ha tutte le “doti” per alimentare il proprio mito, grazie al suo essere per natura schivo e riservato. Oltreoceano il suo nome è già famoso nell’ambito della narrativa di genere horror, e addirittura in molti lo indicano come l’erede naturale e designato di due “mostri sacri” come Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft.

In Italia, invece, la sua scalata verso la fama e la notorietà è più recente ed è legata alla serie televisiva “True Detective”. Risale al 2014 la dichiarazione con la quale il creatore della serie, Nic Pizzolatto ha ammesso di aver un debito di gratitudine verso Ligotti.

Di origini chiaramente italiane, come denotato d’altronde già dal cognome, Thomas Ligotti per potersi guadagnare da vivere lavora in una società di servizi editoriali.

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Libri

Il suo primo volume di racconti “I canti del sognatore morto”, uscito in America nel 1989, è stato portato in Italia dalla casa editrice Elara che lo ha inserito nella collana “Biblioteca di nova Sf”. La scrittura è vista da Ligotti come un metodo per esorcizzare le proprie paure. I suoi racconti dell’orrore traggono spunto da paure proprie dell’autore e da quelle comuni a tutti.

I racconti dello scrittore di Detroit sono una sorta di metafora, e si basano sui sogni e sui timori legati alla malattia e alla morte.

Sono “pure visioni” con un ridotto uso dei dialoghi, ma con un profondo aspetto onirico. Parlando di sé come scrittore, Thomas Ligotti dice di essere “un frequentatore di mercati spettrali” che “cerca affari nelle cantine più profonde dell’ignoto”. Per gli appassionati nostrani si segnala l'uscita, nel mese di dicembre 2015, della seconda raccolta di Ligotti intitolata "Lo scriba macabro" edita, come già avvenuto per la prima, intitolata "I canti del sognatore morto", da Elara che lo presenta definendolo "Un capolavoro di uno dei più grandi scrittori americani della paura".

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