Su Facebook si sono formati dei gruppi che hanno l'obiettivo comune di pubblicizzare le esigenze dei lavoratori che chiedono la flessibilità pensionistica e la messa in pensione con 41 anni di contributi senza limiti di età. Il gruppo "Lavoratori precoci uniti a tutela dei loro diritti" è formato da 10.000 iscritti mentre l'altro "Pensioni lavoratori, precoci ed esodati" conta 12.000 iscritti.Le iniziative prese dai due gruppi, per cercare di sollecitareil problema dei lavoratori precoci e degli esodati, si svolgono seguendo l'iter di creare dei gruppi regionali che stanno partorendo i primi presidi.
Alla fine del mese di febbraio è in programma un'assemblea organizzativa a cui dovrebbe seguire una grande manifestazione da svolgersi a Roma dove, per avere visibilità, sono previsti almeno 500 iscritti. Invece cosa succede? Succede che a causa di incomprensioni i due gruppi invece di compattarsi si stanno dividendo. Gli amministratori dei due gruppi si scambiano post su Facebook nei quali si colpevolizzano perché si parla di interessi personali e c'è chi dice che gli amministratori di un gruppo vorrebbero impossessarsi di entrambi i gruppi.
La battaglia
In realtà i lavoratori iscritti ad entrambi i gruppi hanno il solo scopo di ottenere visibilità con la speranza che Renzi e soci affrontino il problema nel più breve tempo possibile.
I lavoratori sono stanchi e sfiduciati e l'obiettivo dichiarato dei 41 anni senza se e senza ma è l'unica cosa che li tiene uniti. Dopo le varie comparsate televisive la prima manifestazione, avuta a Bologna, non è stata particolarmente ricca di partecipazione da parte degli iscritti. La logica vorrebbe che i due gruppi lottassero per l'obiettivo comune facendo iniziative concrete per dare più forza alla protesta. Ma visto che non si riesce a gestire questa situazione gli amministratori dovrebbero chiarirsi perché si corre il rischio di disgregare le forze e che gli scritti si cancellino dal profilo per non essere strumentalizzati. Questa diatriba deve finire se si vuole ottenere la vittoria e chi l'ha creata si facesse un esame di coscienza facendo mea culpa. Non c'è più tempo per scopi personali (se veramente ci sono stati). Se invece sono delle semplici incomprensioni meglio spiegarsie continuare tutti insieme nella battaglia per il bene comune.