Da tempo il dibattito europeo ruota intorno all'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. La questione è molto controversa e merita di essere analizzata tenendo presente vari aspetti, da quello sociale a quello culturale, senza tralasciare quello economico.

L'Unione Europea sta attraversando un momento di profonda crisi, dovuta perlopiù alla scarsa solidarietà tra Paesi membri e ad unmodello funzionalistache ha aumentato le distanze economiche e, perciò, anche quelle sociali.

In un quadro così frammentato, dove l'integrazione viene ostacolata dalle spinte nazionaliste, l'UE è costretta a far fronte a numerose emergenze, tra tutte quella legata all'immigrazione.

La Turchia entrerà nell'UE, nonostante non rispetti alcuni parametri

Il matrimonio tra Turchia ed Unione Europea si farà, nonostante il Paese anatolico non rispetti i requisiti minimi richiesti da Bruxelles. Prima di tutto, le numerose violazioni dei diritti umani: la storia turca - recente e non - ha dimostrato di avere qualche problema con il rispetto dei diritti umanitari.

La questione curda è solo la più recente.

La Turchia risulta inadempiente alle richieste poste dal Parlamento Europeo fin dal 1987. Tra queste, il ritiro delle truppe da Cipro, il riconoscimento del genocidio armeno e l'interruzione delle persecuzioni nei confronti delle minoranze etniche e religiose. Chiudere un occhio di fronte a tali violazioni significherebbe minare il principio democratico su cui è fondata, almeno a parole, l'Unione Europea.

Ma passare dalla teoria alla pratica è sempre un problema. L'Europa, in questo momento, è ricattabile e frammentata, ed è in questo contesto che si inseriscono gli interessi economici.

L'ingresso nell'Unione della Turchia permetterebbe, secondo alcuni esperti di geopolitica, di superare le contrapposizioni tra mondo islamico e occidentale. Ma a rendere "appetibile" questo matrimonio è l'aspetto economico e la gestione dei migranti: la Turchia è uno dei Paesi economicamente in crescita, e perciò rappresenterebbe un ottimo ponte commerciale per lo sviluppo dell'Unione Europea.

Da non sottovalutare, infine, il fattore culturale: la comunità turca rappresenta una buona fetta della popolazione tedesca. Anche per questo motivo il matrimonio (purtroppo) si farà.

Chiudere un occhio, in questo caso anche due, nei confronti di un Paese che negli anni si è macchiato delle più grandi violazioni dei diritti umani, significherebbe snaturare e destabilizzare un sistema già fragile.

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