La capitale è alle prese con la cattiva gestione dei rifiuti, documentata da un video divenuto virale in rete, nel quale alcuni bambini del quartiere periferico di Tor Bella Monaca giocano a contare i topi che escono dai cassonetti. Un problema per la neo sindaco Virginia Raggi che cerca subito di correre ai ripari.

Politica ed emergenze

Da un lato le questioni politiche relative alla sua giunta, dall’altro le solite, ormai endemiche, emergenze della capitale. Punti cruciali nei quali deve immergersi, sono molte le questioni calde della città ed i suoi problemi. L’ultimo in ordine di apparizione è il video virale pubblicato su Youtube nel quale alcuni ragazzi riprendono con uno smartphone i topi che escono dai cassonetti.

Dopo la pubblicazione di questo filmato, ripreso dai giornali, la risposta della Raggi è stata immediata: andare subito sul posto con l’assessore all’ambiente per ribadire il programma dei cinquestelle contro i rifiuti. I rifiuti sarebbero al primo posto nelle priorità programmatiche della sindaca che assicura un sistema di videosorveglianza nelle aree più complesse e multe più salate per chi sporca. Afferma in un’intervista: ‘per anni non è stata fatta la manutenzione e l’Ama non sa dove scaricare: una macchina che si è completamente inceppata e che va fatta ripartire’.

L’affare diventa l’occasione per un botta e risposta PD-Cinquestelle anche la revoca dello sciopero dell’Ama, la società per la raccolta dei rifiuti. Ai grillini che si intestano il successo replicano i dem: ‘Solo balle, sciopero interrotto grazie alla firma del contratto nazionale’.

Ecco la soluzione ecologica

Ma la soluzione del problema, molto più economica ed ecologica ci sarebbe. Chi vi scrive è nato e vissuto a Roma, e ricorda senza fatica la presenza dei topi per le strade della Città. Dai grandi ratti presenti sulle sponde del Tevere e nei mercati rionali, fino ai topolini che vivono nelle vicinanze dei cassonetti. E non si deve andare in periferia per vederli.

Ma il fenomeno è aumentato negli ultimi tempi per un semplice motivo: la mancanza di gatti. Sono ormai più di una decina di anni che il comune ed alcune associazioni di volontariato si fanno carico di sterilizzare e riunire in colonie feline quegli animali che fino ad una ventina di anni fa vivevano e prolificano nei cortili e nelle strade dell’Urbe.

Ora quei pochi gattoni con la punta dell’orecchio tagliato (segno dell’avvenuta castrazione) sono pochi, pigri e ben nutriti dalle ‘gattare’ che addormentano così quel che resta dell’istinto cacciatore dei nostri amici felini.

Se si tornasse a lasciare liberi di procreare i gatti, potrebbe essere la soluzione per mantenere un controllo sulla popolazione di roditori, senza spendere soldi in tecnologia e derattizzazioni.

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