Il 4 Dicembre gli italiani saranno chiamati alle urne per votare o meno la riforma costituzionale. Ma al di là degli schieramenti politici, siamo sicuri di conoscere realmente quali sono le modifiche e le conseguenze in caso di vittoria del Si e quali in caso di vittoria del No? E' bene premettere che la Costituzione Italiana è l'atto normativo principale del nostro ordinamento, nel quale si definisce la natura, la forma, la struttura, l'attività e le regole fondamentali di un'organizzazione quale è lo Stato Italiano. E' lo strumento principale che ne permette il buon funzionamento.

Cosa comporta la riforma Costituzionale?

Il testo della riforma prevede molteplici novità fra le qualil’abolizione del bicameralismo paritario e del CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro),la riduzione del numero dei parlamentari,la modifica del quorum per l’elezione del presidente della Repubblica e l’aumento del numero delle firme necessarie per proporre una legge di iniziativa popolare.

Per gli studiosi del diritto tale riforma si rende necessaria al fine di migliorare il sistema politico italiano, nonché snellire il caotico iter legislativogarantendo maggiore stabilità a un Paese che ha visto 63 governi susseguirsi negli ultimi 70 anni (basti pensare che l'attuale Costituzione è basata sulla società e sui sistemi degli anni '40/'50).

Abolizione del bicameralismo:Non sussisterebbe più il continuo passaggio fra Camera e Senato alle minime modifiche del disegno di Legge, col beneficio che diminuirebbero "notevolmente" i tempi per l'approvazione delle leggi.

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Politica

Stabilità e Fiducia al Governo:Caratteristica che non meno che negli ultimi 30 anni è mancata è la "stabilità dei Governi in carica". La riforma garantirebbe un sistema politico più stabile, laborioso, solido e indirizzato alla concretezza delle riforme. Indirizzo politico totalmente divergente a quello attuale, spesso minacciato dalle minoranze politiche ostruzioniste che rallentano e destabilizzano, con le troppe e inutili opposizioni carenti di idee propositive valide, i governi in carica rendendoli non produttivi e privi di concretezza.

Riduzione dei parlamentari e abolizione del CNEL: Finalmente prenderebbe forma la voce popolare che da anni chiede la diminuzione dei parlamentari in Senato ed il conseguente risparmio in termini economici, oltre l'abolizione di un consiglio quale il CNEL che sostanzialmente, dalla sua istituzione, "non ha mai funzionato".

Referendum propositivo:L'introduzione del nuovo referendum propositivo permetterebbe un migliore esercizio del potere democratico da parte del popolo.

Senato compensativo:Il Senato rivestirà un ruolo compensativo nel rapporto fra Statoe Regioni in quanto al suo interno siederà un rappresentante per ogni regione, così da poter accrescere l'interazione fra le Regioni ed il Governo centrale al quale verranno devolute diverse materie di competenza al fine di rendere stabile e concreto l'indirizzo di sviluppo territoriale. Tale modifica eviterà altresì il sorgere di contenziosi, innanzi la Corte Costituzionale, fra Stato e Regioni.

Perché votare NO, secondo i maggiori esponenti

Riforma non legittima:La riforma è proposta da unParlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. I rappresentanti degli enti locali in Senato godrebbero, anche loro,dell’immunità parlamentare.

Conflitti di competenza:La riforma solleva conflitti di competenza fra Stato e Regioni, Camera e Senato.

Risparmi minimi:La riforma porterebbe al risparmio del solo 20% dei costi politici.

Maggiore partecipazione popolare:L'accrescimento della partecipazione popolare costa 100.000 firme in più. Ce ne vorranno infatti 150.000 piuttosto che le attuali 50.000.

Accentramento del potere:L'applicazione della riforma porterebbe ad un accrescimento del potere del Governo, nonché un accentramento verso quest'organo.

Seppur minimo, quindi, una riforma porterebbe stabilità e uniformità al sistema politico e amministrativo statale.

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