Il 4 dicembre si terrà la consultazione confermativa popolare del referendum. La riforma preparata dal governo Renzi prevede una significativa riduzione del senato e altre modifiche salienti del funzionamento dello stato. Agli elettori italiani spetta dunque di votare la scheda per il sì o per il no. La riforma decreterebbe la fine del bicameralismo paritario, assegnando alla sola Camera dei deputati il compito di votare la fiducia del governo.

I senatori sarebbero ridotti da 350 a 100, di cui 5 scelti direttamente dal Presidente della Repubblica e con un mandato di 7 anni. Il referendum prevede inoltre meno poteri alle regioni, e un accentramento decisionale allo stato. Gli italiani saranno chiamati a dire sì o no alla riforma della costituzione proposta dal ministro Maria Elena Boschi e voluta dal governo Renzi.

Renzi sta svolgendo la campagna pro referendaria, utilizzando come argomento chiave il fatto che il bicameralismo perfetto paralizza la vita politica del paese.

Per il no, la vittoria del sì costituirebbe l'affermazione di un nuovo autoritarismo. Per il sì invece, la riforma costituzionale garantirebbe maggiore stabilità al paese promuovendo una maggiore rapidità del processo legislativo. Per il no la riforma creerebbe conflitti istituzionali tra camera e senato. La riforma del governo Renzi pare ragionevole per arrivare finalmente ad una democrazia più completa e matura che abbia il potere di decidere.

La riforma sembra dunque destinata a portare a compimento quella che può essere definita una transizione. Come è noto, Berlusconi è impegnato sul fronte del no. Il leader del centrodestra e il principale rappresentante delle opposizioni, considera la riforma semplicemente uno strumento per arrivare al potere in via autoritaria senza il legittimo consenso degli elettori. A molti pare invece che la riforma vada nella giusta direzione di un dimagrimento del peso burocratico e di un regolazione migliore del potere politico.

L'approvazione della riforma Boschi- Renzidovrebbe portare ad un miglioramento delle condizioni politiche del paese.

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