Sembra proprio che le violenze sulle donne e i femminicidi non debbano avere fine. Ultima vittima, di queste ignobili azioni, una donna di 66 anni di Sassari. Angela Doppiu è stata uccisa brutalmente, giovedì pomeriggio, dal marito Nicola Amadu di 69.

L'omicidio è avvenuto all'interno della villa di proprietà dei due coniugi, alla periferia di Sassari. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, la coppia era in crisi. La relazione era finita, eppure i due coniugi continuavano a convivere come separati in casa.

Ciò che ha scatenato prima l'aggressione e successivamente il barbaro omicidio sembra essere stata l'intenzione della donna di mettere fine alla convivenza.

Nel pomeriggio di giovedì, Angela si era recata dall'avvocato per avviare le pratiche di separazione. Tornata a casa la donna comunica il fatto al marito che, non accettando l'idea di ufficializzare quella separazione, ha reagito in maniera violenta.

Due pugni in faccia hanno scaraventato per terra la donna. A questo punto l'uomo ha continuato a infierire contro la moglie, prendendola a calci e lasciandola inerme. Non contento, si è recato nel capanno degli attrezzi, ha preso una tanica di benzina e le ha dato fuoco.

Resosi conto del gesto che aveva compiuto ha chiamato prima una delle figlie e successivamente il 113. Gli uomini della questura, intervenuti insieme ai carabinieri della Compagnia di Sassari, si sono trovati davanti l'atroce scena.

L'uomo è stato immediatamente arrestato e condotto in questura. Attualmente si trova in carcere in attesa che il GIP si pronunci.

Non ci sono parole che possano giustificare questi scatti d'ira

A nulla sono servite le numerose campagne contro la violenza sulle donne? A nulla sono serviti i tentativi di sensibilizzare l'opinione pubblica su quella che, ormai, è diventata una vera e propria piaga sociale? Com'è possibile che i casi di violenza e gli omicidi, che hanno come vittime le donne, sono notevolmente aumentati e non accennano a diminuire?

La risposta è che, ancor oggi, nel terzo millennio, sono molti gli uomini che non accettano l'idea che una donna possa essere sfuggente. Possa decidere d'interrompere una relazione; tradire il proprio compagno; dire di no; smentire ciò che esso dice.

È una cosa inaccettabile. Specialmente in questi ultimi tempi in cui la donna è riuscita a raggiungere un livello sociale e culturale pari o simile a quello dell'uomo.

L'immaginario collettivo è ancora convinto che un uomo possa fare tutte queste cose, senza che vi sia niente di male. In fondo si sa, l'uomo è cacciatore. Invece se a farle è una donna, allora essa sarà considerata una poco di buono. È proprio questo modo di pensare che fa la differenza.

Quando una donna viola quelle che sono le regole, dettate da una società rimasta per troppo tempo a completo appannaggio del maschio. Quando essa si mette alla pari dell'uomo scattano una serie di contrazioni mentali che portano il maschio ad avere dei sensi d'inferiorità.

Egli pensa che la sua mascolinità possa essere messa in discussione e la cosa diventa, per lui, inaccettabile.

Sono questi i momenti in cui diventa insopportabile l'idea che la propria donna possa essersi rifatta una nuova vita. Scatta quella che, in maniera del tutto impropria, viene chiamata gelosia. Nella mente di costoro un pensiero solo si fa largo. Un pensiero che diventa un'ossessione e che, in un certo senso, corrode e annulla ogni piccola goccia d'umanità. Non posso averla io, allora nessun'altro l'avrà.

Fino a quando ci sarà un solo uomo che la pensa in questo modo. Fino a quando si continuerà a insegnare ai propri figli che il maschio è più importante della femmina. Fino a quando tutto ciò non cambierà, allora le violenze e gli omicidi contro le donne continueranno.