Do you speak English? Yes, of course. Oramai, anche il più villico degli italiani, sa parlare in inglese o in cispadano antico. Ma l’italiano, la sua lingua madre, lo conosce? I dubbi, purtroppo, sono molti. Non ci credete? Armatevi di un simpatico Zanichelli sotto il braccio, fatevi il segno della croce e avventuratevi in uno qualsiasi dei nostri social network. Sono certo che vi imbatterete in frequenti necrologi del congiuntivo, entrate a gamba tesa sugli accenti, impietosi sgozzamenti delle “h”, gomitate e capocciate varie su apostrofi e consecutio temporum.

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Molti linguisti, da anni, si interrogano sulle cause di tale impoverimento culturale. Qualcuno sostiene addirittura che, per creare caos e disorientamento, siano quelli dell’ISIS ad aver rapito molte delle nostre maestre elementari. Qualcun altro, invece, pensa sia opera di quei cattivoni degli UFO. Ma noi, con questo articolo un po’ saccente, ma soprattutto giocoso, vogliamo solamente darvi qualche consiglio, senza addentarci in tediose analisi sociologiche o sociopatiche.

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Ordunque, avete la testa fumante, lo sguardo perplesso e un’espressione inebetita perché non sapete se accentare il “fa”, il “so” e compagnia bella?

Vi sanguinano le orecchie perché non sapete coniugare un congiuntivo? Sentite ululare Dante Alighieri perché le crasi e le elisioni vi sembrano due malattie contagiose? Le virgole, solitamente, le gettate a caso nel testo? Ottimo… si fa per dire. Allora mettetevi comodi, sintonizzate il cervello e seguite qualche piccolo consiglio.

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UFO

Un po’: NON si scrive con l’accento ma con l’apostrofo. Lo so… lo so… qualcuno di voi starà pensando: “oh porca paletta zozza è una vita che lo scrivo con l’accento!”. Ed è una vita, lasciatelo dire, che ti stai sbagliando! E sai perché? Perché la parola sarebbe un po-co ma avviene una crasi e diventa, appunto, un po’ (con l’apostrofo).

Qual è si scrive senza l’apostrofo perché “qual” è già una parola tronca.

Fa: NON SI ACCENTA (neppure se Matteo Renzi perde al referendum). So: NON SI ACCENTA (neppure se Virginia Raggi rattoppa tutte le buche di Roma). Sto: NON SI ACCENTA (neppure se la Boldrini va a vivere in Congo). Sa: NON SI ACCENTA (neppure se Equitalia vi fa un bel bonifico). Sta: NON SI ACCENTA (neppure se Salvini sposa una nigeriana). Va NON SI ACCENTA (neppure se la nigeriana non scappa in Tanzania).

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DA, DA’ O DÀ? (quanti misteri e tutti insieme…).Si tratta di tre omonimi che nella lingua scritta vengono distinti tramite l’uso dell’apostrofo o dell’accento. Da, senza apostrofo né accento, è la preposizione semplice. Un esempio? Scappo via da Roma. Da’, con l’apostrofo, è la 2a persona dell’imperativo del verbo dare (troncamento di dai) Da’ una mano a tuo fratello! , con l’accento, è la 3a persona dell’indicativo presente del verbo dare.

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(La sua presenza gli sicurezza). L’accento è obbligatorio su: dì (giorno), là e lì (avverbi), né (congiunzione), sé (pronome tonico), sì (avverbio o affermazione), tè (bevanda), ché (perché, affinché). Spero di essere stato abbastanza chiaro e la prossima volta, se fate i bravi, vi spiegherò l’uso dei congiuntivi. Ma non ora perché vado a imparare l’inglese perché: “Ai dont spik inglisc. Ai em veri ignorant”.

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