"Un silenzio assordante, una situazione surreale." Queste sono le parole che vi sentirete dire da chi ha assistito alle partite casalinghe di Roma e Lazio nell'ultimo anno e mezzo. Lo Stadio Olimpico è vuoto, o quasi. Da quando un muro di vetro ha tagliato a metà le due curve, infatti, il tifo romano ha subito un'enorme ferita. Lo stesso stadio in cui qualche anno fa le curve di Roma e Lazio davano lezione di tifo sembra ora un enorme relitto inanimato, abbandonato al suo destino.

Se è vero che ci sono i tifosi degli altri settori, che continuano a sostenere i due club capitolini, è anche vero che il cuore pulsante delle due tifoserie, le Curve che negli anni hanno stupito l'Italia intera con le loro coreografie, ora sono desolatamente vuote. E riesce difficile capire il perché. Il perché l'Olimpico sia l'unico stadio di tutta Italia in cui sono state inserite le barriere: in nessun altro impianto si è verificato nulla del genere. Eppure gli episodi di violenza non hanno riguardato, negli anni, le sole tifoserie giallorosse o biancocelesti.

"Diamo fiducia ai tifosi, togliamo le barriere"

"Diamo fiducia ai tifosi. Sono convinto che sapranno sfruttarla per dare un segnale importante". Queste le parole di Luciano Spalletti dello scorso ottobre, nella conferenza del match precedente alla pausa per le nazionali. Sì, perché durante quei 14 giorni di assenza del campionato, all'Olimpico si sarebbe disputata la partita di Rugby tra nazionale italiana e All Blacks e le barriere sarebbero state rimosse.

Sarebbero, perché in un secondo momento c'è stato il retrofront della Questura, che ha deciso di lasciarle anche per il match di Rugby.

Ma Spalletti non è l'unico ad essersi schierato al fianco dei tifosi. Florenzi, De Rossi e capitan Francesco Totti sono scesi in campo per la loro gente. 'Capitan Futuro' ha parlato chiaramente di una "situazione ingiusta". Totti è stato ancora più chiaro con un chiaro "Basta con queste barriere, a noi serve la gente che viene allo stadio, che ci incita. Con loro è tutta un'altra cosa. Se qualcuno sbaglia deve pagare, ma non è giusto che per pochi soggetti paghino tutti".

La svolta auspicata

Nonostante si siano schierati anche i 3 giocatori simbolo della Roma e anche alcuni esponenti ai vertici della società, la situazione barriere non sembra cambiare. Una situazione surreale, in cui le barriere dividono amici e parenti, che magari hanno acquistato due biglietti in settori vicini, ma si possono salutare solo attraverso un vetro, e non possono avere il piacere di assistere al match in compagnia l'uno dell'altro.

Una situazione in cui il 90% delle due curve ha deciso di restare fuori non per una partita, ma per l'intero campionato. Una ferita aperta al cuore del tifo romano, che aspetta di essere rimarginata. Davvero le barriere sono la soluzione a tutti i mali del calcio? E, allora, perché sono state applicate solo all'Olimpico e in nessun altro stadio? Domande che sembrano non ricevere risposta, nel desolante scenario di uno degli stadi più importanti d'Italia.

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