Scrisse il poeta: “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe”. Ecco. Non chiedeteci la parola, non chiedeteci proprio nulla. Domani, quando la bagarre sarà terminata, ritorneremo tutti a misurare le nostre ansie e scopriremo che probabilmente le passioni che ci hanno mosso in questi ultimi mesi sono evaporate, e sono state portate via da una folata di vento polveroso.

Noi che non abbiamo ancora raggiunto i 30 non ci sveglieremo in un posto migliore, da domani continueremo a misurare la profondità del vuoto di prospettive che ci circonda, l’ottusità di chi ha diritto di vita e di morte su di noi, e l’incertezza di un futuro che diventa sempre più un presente.

Sarà il lunedì più lungo da molti anni a questa parte solo per la speranza che ha connotato la domenica, ma infondo tutto resterà così com’è oggi e com’era ieri, e presto – un po’ a sorpresa - sarà di nuovo martedì.

Chi sabato sera invece si è addormentato con una posizione sociale, uno stipendio fisso ed un posto di sicuro comando non verrà privato di tutto questo qualora vincesse il no, né vedrebbe raddoppiato il suo potere qualora il sì prendesse il sopravvento. Non crolleranno i “palazzi del potere” come qualcuno auspica, non vacillerà l’Autorità che con i suoi tentacoli strangola tutti, anche quelli che pensano di aver imparato a respirare.

Domani il sole sorgerà

Sarà lo stesso sole che sorge da 100 anni, uguale a quello di ieri, sarà un sole un po’ stantio e sempre più fatiscente.

Sarà il sole della nostra coscienza di popolo italiano, sempre uguale a sé stesso, incapace di un mutamento radicale perché ostile alla radicalità del pensiero. Sarà sempre la nostra coscienza che etichetta la differenza come bizzarria, e che persistentemente legittima l’esistente fingendo che un mondo diverso non sia possibile perché si ha paura di cambiare, perché si sa che il tiepido stallatico in cui ci ritroviamo immersi fino al collo, potrebbe essere meglio del freddo che patiremmo con un fresco vento di cambiamento.

Scrisse il poeta: “Non c’è nulla di antico sotto il sole”, e domani il sole sorgerà, ve lo garantisco. Oggi facciamo la scelta giusta qualunque essa sia. Domani ricominciamo a lottare per il nostro diritto a esistere e a plasmare questo benedetto mondo, a cercare noi stessi negli sguardi degli altri e - forse - a ricominciare a provare a vivere con dignità.

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