“Salve a tutti. Volevo rubarvi solo pochi minuti. Ho perso il lavoro 8 mesi fa...” Così è iniziato il discorso di un uomo sulla linea M3 partita da Comasina e diretta a San Donato intorno alle 16:30 di questo pomeriggio. Sulla quarantina, nel tempo che intercorre tra una fermata e l'altra racconta ai passeggeri di uno scomparto (per poi cambiarlo ad ogni fermata) racconta di avere due figli, di come la crisi economica stia dilaniando la sua vita e quella della sua famiglia.

Non si dice fiero di ritrovarsi protagonista di monologhi di questo tipo, ma afferma che "il vero disonore è quello di non riuscire a sfamare i propri figli", che reputa ben più grave del chiedere aiuto a chi può capire la sua posizione.

Le reazioni discordanti dei pendolari

La gente a bordo del mezzo, come prevedibile, ha avuto reazioni discordanti. C'è chi ha mostrato indifferenza, chi ha lasciato qualche euro all’ uomo.

Poi c'è qualcuno che in queste parole crede poco e che non si preoccupa di farlo sapere al diretto interessato. Già, perché nel popolo, parallelamente alla solidarietà ma in senso contrario, cresce anche un senso di diffidenza, una mancanza di fiducia che la situazione che sta passando il nostro Paese non fa che peggiorare.

Non è ovviamente il primo caso di elemosina, soprattutto a Milano, dove ogni fulcro sia turistico sia lavorativo e studentesco è quotidianamente presidiato da uomini e donne proveniente da paesi prevalentemente nordafricani ed est europei,che tentano di spillare compassione e qualche spicciolo a chi passa di lì.

Ma non è nemmeno la prima occasione in cui chi si espone pubblicamente è italiano, perché la crisi non guarda in faccia nessuno. Eppure, in questo appello, l’umanità ha toccato picchi difficilmente riscontrabili. Scelto un luogo in un orario di metà pomeriggio, affollato di gente comune, che forse torna da lavoro, che magari pensa a cosa preparare al proprio compagno per cena, ha colpito per il calore che queste parole esprimevano e in un certo qual modo cercavano.

Lo stesso calore e affetto che questo padre ogni giorno dà ai figli, nascondendo o modificando ai loro occhi la realtà. Perché quando si è piccoli si ha ancora il diritto (ed il dovere) di credere che il mondo, in questo caso l’italia, mantenga vivi i sogni, e non crei solo problemi.

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