Nuovo capitolo dell'indagine della Commissione Parlamentare antimafia, presieduta dall'Onorevole Bindi, che vede protagonisti, forse per la prima volta in Italia, tutte le obbedienze massoniche che insistono sul territorio nazionale. Dopo aver atteso invano che queste ultime consegnassero gli elenchi degli iscritti, più volte richiesti, la Commissione ne ha disposto il sequestro, per il tramite della Guardia di Finanza, con particolare riferimento a quelli di Calabria e Sicilia. Questo è un nuovo tassello del puzzle che si va componendo e che caratterizza l'attività degli ultimi tempi della Commissione, volta all'accertamento di eventuali infiltrazioni delle mafie tra i ranghi delle obbedienze massoniche.

Tale attività, ultimamente, si è intensificata assumendo i toni, considerando la resistenza (da parte di alcune Obbedienze) che la Commissione ha incontrato nelle sue indagini, più di un processo che di una indagine conoscitiva.

Chiaro segnale sono state le convocazioni alle audizioni testimoniali di tutti i Gran Maestri delle maggiori Massonerie italiane, svolte a fine gennaio. Ricordiamo che, oltre ai Gran Maestri in carica, è stato convocato anche Giuliano di Bernardo (già Gran Maestro sia del GOI - Grande Oriente d'Italia che della GLRI - GranLoggia Regolare d'Italia di cui è stato anche fondatore), che, libero ormai da qualsiasi contatto massonico (lascia la massoneria nel 2002), può rappresentare una "voce fuori dal coro" da ascoltare con molta attenzione.

Le dichiarazioni di Di Bernardo non lasciano dubbi sulla collusione tra 'ndrangheta, mafia e Massoneria ed oggi vengono confermate anche durante l'audizione del Procuratore Nicola Gratteri avvenuta a Catanzaro il 22 febbraio 2017. Egli infatti spiega che la 'ndrangheta da tempo ha capito come la Massoneria sia un importante strumento per entrare in contatto con ambienti delle Istituzioni, attraverso la conoscenza di professionisti ben integrati nel tessuto sociale.

Dubbi e perplessità

E' doveroso, giunti a questo punto, porsi alcune domande: come mai, se già da molti anni si aveva il ragionevole dubbio (o forse certezza?) che ci fossero infiltrazioni mafiose nella Massoneria, non si è intervenuti? Per quale motivo l'indagine del Procuratore Cordova non andò avanti? Sembrerebbe quasi che qualcosa o qualcuno, sia intervenuto nel frattempo, fermando qualsiasi approfondimento in tal senso.

C'è forse qualche attinenza con la trattativa Stato mafia, di cui attendiamo anche le imminenti dichiarazione promesse da Totò Riina? Quale è l'utilità di avere gli elenchi degli iscritti alla massoneria, considerando che sono mesi che la Commissione parlamentare antimafia li sta chiedendo e che le Obbedienze, soprattutto quelle che si sono opposte alla consegna spontanea, attendevano un atto formale da parte della Commissione?

Se ci fossero stati dei personaggi "ambigui", pensiamo forse che qualcuno non avrebbe avuto il tempo di "pulire" gli elenchi? Infine, è opportuno far seguire questo tipo di indagini ad una Commissione Parlamentare che per sua natura è trasparente e pubblica, rischiando di avvantaggiare, qualora realmente esistano, i mafiosi che si nascondono nella Massoneria?

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