Da qualche stagione ormai il copione sembra essere sempre lo stesso: grandi acquisti estivi (o spacciati per tali), proclami per obiettivi importanti (Champions League o Scudetto), stagione altalenante e alla fine, in primavera, si giunge al punto in cui, per forza di cose, tocca lottare per la competizione europea di Serie B (così poco amata nel Bel Paese), ossia l'Europa League, con una dedizione e una voglia pari a quella che abbiamo di andare ai cenoni natalizi quando scopriamo chi vi farà parte. Signore e signori stiamo parlando di Inter e Milan, due squadre che, a mio parere, non sembrano avere la grinta e la voglia di raggiungere un traguardo.

Partiamo dal campo e dai nerazzurri, che hanno giocato sabato sera. Chi ha visto la partita avrà notato senza dubbio che l'Inter, dopo aver recuperato egregiamente lo svantaggio firmato Vecino con i gol di Perisic e Icardi, ha improvvisamente spento la luce e si è fatta segnare 3 gol (usiamo il termine "fatta" perché non potremmo usare altri verbi), per poi segnarne altri due, sempre con Icardi, e lasciare il Franchi con un rocambolesco 5-4. “Pazza Inter” abbiamo letto da molte parti. Può darsi ma come si fa a spiegare una sconfitta così? Si sa, piove sempre sul bagnato e come tutte altre volte sono uscite le più disparate motivazioni per spiegare questa sconfitta. Ne abbiamo lette molte eppure quella che più ci ha fatto sorridere è stata “La proprietà è lontana”.

Anche quando vinceva però era lontana e al giorno d’oggi moltissime proprietà nel mondo del calcio sono lontane dalla sede della squadra. Volete davvero dire che io, calciatore dell’Inter, durante la partita mentre sono in vantaggio mi metto a pensare che la proprietà è lontana e mi affievolisco?

Passiamo all’altra squadra di Milano che, neanche il tempo di ridere per la malasorte dei cugini, ha subito una sconfitta impronosticabile. A proposito: auguri a chi ha scommesso sulla vittoria dell’Empoli e si godrà il meritato premio. Meritato perché chi, dopo un derby pareggiato all’ultimo secondo e un anticipo in cui il rivale cittadino pratica il seppuku e ti lascia la possibilità creare uno spazio incolmabile nella lotta per l’Europa League, avrebbe mai pronosticato un risultato del genere?

E chi avrebbe mai pronosticato che il Milan, conscio di questa occasione d’oro e di dover tenere il passo di Lazio e Atalanta, avrebbe giocato come il solito Milan casalingo, svogliato, senza idee, senza cattiveria, senza obiettivo. Parliamoci chiaro, ieri l’Empoli ha fatto una partita da grande squadra, non ha sbagliato quasi nulla. Ha giocato con un obiettivo e con idee chiare (Martusciello è sottovalutato) mentre il Milan sembrava quasi stesse giocando fisicamente a San Siro ma mentalmente sulle nuvole. Come spiegare un tale atteggiamento?

Ma questa Europa, Inter e Milan la vogliono davvero?

Così rispondiamo alle due big questions precedenti, con un’altra bella domanda. Ci è venuto spontaneo farcela alla fine di entrambe le partite.

Perché, parliamoci chiaro, Milan e Inter sono due squadre blasonate eppure l’Europa League non sembra entrare nelle grazie di queste due compagini mentre sembra andare forte per le squadre medio-piccole come Sassuolo e Atalanta che per questo obiettivo hanno e stanno sputando sangue. Quando tutta una squadra, e non qualche singolo, di punto in bianco spegne la luce o gioca svogliata è evidente che manca qualcosa. Basta comparare le due partite di questo weekend con altre due avvenute in precedenza. Per quanto riguarda il Milan chiediamo al lettore di tornare indietro a dicembre e alla Supercoppa di Doha per dimostrare come in quell’occasione, con un obiettivo desiderato, la squadra ha lottato fino alla fine e si è conquistata la coppa.

Per quanto riguarda l’Inter ci toccherebbe tornare molto indietro per questo evitiamo paragoni scomodi e ci limitiamo a ricordare al lettore la partita di San Siro contro la Juventus nel girone d’andata. Le parole pronunciate dal nuovo ad rossonero Marco Fassone il 14 aprile avevano dato speranza: “Vogliamo arrivarci per iniziare ad abituarci al palcoscenico europeo”. Vero, giocare ogni tre giorni deve essere un’abitudine e quando sei il Milan e non giochi ogni tre giorni dal 2013/14 forse l’Europa League potrebbe aiutare a farti respirare quell’aria di nuovo.

Ora, non sappiamo cosa sia successo nella mente dei giocatori di Inter e Milan, forse le due squadre sono andate incontro a cali fisici e/o mentali.

Forse è successo qualcosa che non sappiamo. Quel che è certo è che sarà il campo, come sempre, a confermare o a spazzare i sospetti e a dimostrarci se questa Europa League le due milanesi la vogliono e la giocheranno. Altrimenti il giovedì tiferemo con grande serenità un’altra nerazzurra, l’Atalanta, che questa competizione se la merita eccome.