Ogni tanto arriva l’articolo cinico che tende a screditare le scelte più nobili. In questo caso al centro del mirino ci sono i vegani, 'accusati' di avere uno stile di vita etico e sostenibile. Dalle parole scritte da Matteo Lenardon su The Vision, sembra che questi non abbiano il diritto di considerare il proprio regime alimentare sostenibile o (peggio) etico. Nel suo articolo 'Perché non c’è nulla di etico nella vita di un vegano' spiega le sue ragioni.

Le accuse

Lenardon, con diversi esempi alla mano, 'dimostra' come la dieta dei vegani può non essere assolutamente Etica.

Parla delle popolazioni sfruttate per la coltivazione della quinoa, degli anacardi, delle mandorle, della soia, dell'avocado. Parla di deforestazione, di paghe da fame, di mafia. Come se tutto fosse a causa dei vegani, quasi fossero la rovina del mondo. Secondo Matteo, il veganesimo è un’ossessione che trova la sua bibbia ne 'La cucina etica', un libro di ricette. Ebbene, non si tratta affatto di un saggio filosofico, di un romanzo o di qualche libro di crescita personale. È un semplice libro di cucina, che racchiude moltissime ricette ed è particolarmente amato per la sua completezza e chiarezza nella spiegazione (presente nelle prime pagine) della scelta vegan e di come approcciarsi ad essa.

Il 'writer' (così si definisce su Twitter), ne ha per tutti, critica anche il WWF. Tra una battuta sul tofu e l’altra, afferma che la deforestazione e il surriscaldamento terreste aumenterebbero se diventassimo tutti vegani. In base a quali dati non è dato sapere. Infatti diversi studi affermano il contrario: un'alimentazione a base di vegetali potrebbe ridurre le emissioni di gas serra del 29-70% e la mortalità globale del 6-10% (studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences).

Definisce i vegani 'adepti' come se fossero seguaci di una qualche setta. E poi fa una domanda in cui chiede 'quale parola bisognerebbe utilizzare per identificare chi sceglie di dare priorità alla propria coscienza piuttosto che alla vita, alla salute e alla serenità di altri esseri umani'. Ancora una volta i vegani vengono accusati di mettere gli animali in primo piano, come se odiassero le persone e non avessero a cuore tutte le tristissime condizioni in cui sono costretti a vivere altri esseri umani.

Come se mettessero davvero al primo posto la propria coscienza, come se il rifiuto nell'utilizzare prodotti di origine animale fosse una religione.

Davvero il cibo vegetale non è sostenibile?

Secondo Lenardon i prodotti tanto usati dai vegani sono poco sostenibili per il pianeta: immense quantità d’acqua utilizzate e consumo di suolo. Fermo restando che solitamente i consumatori di carne fanno comunque uso di tali prodotti, è bene specificare l’impatto che gli allevamenti hanno sul nostro pianeta. Come si evince dai dati riportati dalla BBC, una dieta a base di carne richiede 17 volte più suolo, 14 volte più acqua e 10 volte più energia di una dieta a base vegetale.

D'altronde sono decine gli studi che affermano l’impatto ambientale che l’industria della carne ha sul nostro pianeta.

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