Tra gli ultimi uragani che hanno colpito l'America, Irma è stato sicuramente quello più distruttivo. Sia se confrontato agli altri due, Harvey e Maria, sia rispetto a quelli verificatisi nel 2005, Katrina e Wilma a cui, per molti versi, è stato paragonato. Irma è stato sicuramente il più intenso osservato nell'Oceano Atlantico e questo, in corrispondenza di più parametri. E' stato il più potente a colpire gli USA dopo Katrina; è stato l'uragano maggiore(cioè, di categoria 3) ad approdare in Florida; con i suoi 295 km/h consecutivi per 37 ore, è di fatto il primo ciclone nella storia mondiale per tenuta nel tempo.

Accordi sul Clima

Non è un caso se, a poca distanza dalle devastazioni provocate da Irma il settembre scorso, (soprattutto su Florida, Texas e le Isole Vergini), gli ambientalisti americani hanno lanciato una petizione sul tema. La petizione mirava a totalizzare 5000 firme per cambiare il nome dell'uragano da Irma in Ivanka, la figlia di Trump. Neanche lei è riuscita infatti a smuovere il padre dal suo negazionismo e la politica dell''America first' sembra l'unica causa che interessi il nuovo presidente della Casa Bianca.

Gli Accordi stipulati a Parigi nel 2015 non è ancora chiaro che valore debbano avere per l'America. Che un giorno sembra volersi defilare; il giorno dopo sembra intenzionata a restare, ma a patto di una rinegoziazione degli accordi; e dieci giorni dopo sembra voler stracciare tutto e riscrivere un accordo dal principio. Ciò che è chiaro, dopo le dichiarazioni di Trump del 16 settembre scorso, è che nulla è ancora chiaro davvero.

Se in un primo momento le sue parole avevano fatto pensare a una sua apertura sul clima, ben presto hanno assunto il senso di sempre. Ossia, che ogni accordo sul clima è lecito, a patto di ottenere migliori condizioni per gli USA. Qualsiasi altro discorso, inclusa la stretta correlazione dell'inquinamento con i cambiamenti climatici, è non solo senza fondamento, ma priva di valore.

L'altra America (che subisce Trump) raccoglie i fondi per le vittime di Irma

Fa un po' sorridere, ma sembra che, in America, se un nemico non lo si può battere, si può sempre chiedere donazioni.

E' quello che hanno fatto cinque degli ex presidenti americani che hanno preceduto l'attuale inquilino alla Casa Bianca e che, messi insieme, contano 32 anni di politica. Sabato 21 ottobre questi ex della politica americana(JimmY Carter, Bush padre e figlio, Bill Clinton e l'ultimo, Barack Obama) si sono incontrati in Texas, in occasione di un concerto per una serata di beneficienza per le vittine degli uragani.

Non più da rivali, ma quasi amici, gli ex sono diventati, per una notte, uomini come forse non lo sono mai stati prima. La voce di Lady Gaga si è unita alla loro nel ricordare che le vittime hanno unito l'America in questa gara di solidarietà. 31 milioni di dollari è la somma raccolta; garante della loro destinazione alle vittime, è la stessa Fondazione Bush a cui arriverà la somma. Ciò che ancora una volta non riesce a unire è il vero soggetto di tutto questo: l'ambiente.

Chi se ne preoccupa davvero?

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