Il day-after delle Elezioni regionali siciliane del 2017 che hanno incoronato Nello Musumeci governatore dell'Isola è il giorno dei commenti e delle analisi. Qui, più semplicemente, si propone un pagellone politico: un modo semi-serio per affrontare con leggerezza l'argomento.

Pagelle Politiche, le elezioni regionali siciliane

Renzi, voto 4. Matteo, cuor di Leone, Renzi fiutando la sconfitta appare in Sicilia per il tempo di un arancino. Dopo la sconfitta del 4 dicembre scorso, la debacle alle amministrative continua il momento estremamente negativo per l'ex Presidente del Consiglio.

I numeri testimoniano la Caporetto: sotto il 20% la coalizione, 13% di lista al Pd. Con Renzi si vince, dicevano (una volta) al Nazareno. Tutta la segreteria di Renzi è stata incentrata sull'allargamento verso il centro e la destra ma ora che la destra si riorganizza, il leader fiorentino resta al palo. La barca è alla deriva e più di qualcuno correrà ad abbandonarla. Un uomo solo era al comando

Faraone, voto 2: una volta era buona creanza commentare i dati elettorali e non gli exit poll e prendersi delle responsabilità in caso di sconfitta.

L'ex sottosegretario all'Istruzione, invece, l'uomo di Renzi in Sicilia, l'uomo dell'organizzazione del Partito (si sarebbe detto una volta) non trova nulla di meglio da fare che accusare la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Pietro Grasso. Inadeguato e contento

Alfano, voto 3: La leggenda vuole che il prode Angelino da Agrigento abbia un particolare primato: più Ministri che voti. Dopo le elezioni siciliane la leggenda è diventata realtà. L'infame tradimento che è costretto a subire nella sua Sicilia è un colpo duro, un dritto di Mike Tyson.

La nobile arte del politichese, però, non lo abbandona mai e sfodera un comunicato primo-repubblicano con una chicca da rabbrividire: "non avrà fruttato elettoralmente il fatto di aver presentato liste pulitissime ed essere rimasti estranei alla polemica sugli ’impresentabili". L'angelino furioso

Fava e la Sinistra, voto 6: come la consuetudine di sinistra pretende, dopo riunioni fiume interminabili, si partorisce la candidatura di Giuseppe Fava. Persona stimata ed impeccabile con una storia fatta di impegno e contrasto alle mafie.

Alcuni analisti lo stimavano intorno alla doppia cifra, i sognatori utopici lo vedevano davanti a Micari, la realtà sicula lo costringe al 6,0%. Merita la sufficienza per aver riportato la sinistra nel Parlamento Siciliano dopo 11 anni, ma probabilmente è stato estremamente più complicato riuscire a costruire la mitica Lista di Sinistra Unitaria. Potenzialmente un top player, praticamente si ritrova ad essere ancora una volta come un Calhanoglu alla ricerca della consacrazione. Subisce il ritardo con il quale nasce la sua candidatura.

Bene ma non benissimo

Musumeci: voto 8. Un personaggio evidentemente nato e cresciuto nella Prima Repubblica, come sia riuscito a dialogare con Salvini resta un mistero. Un uomo che pare uscito da un racconto narrativo di questa terra splendida e ricca di arte e letteratura dal titolo IL PRESENTABILE TRA GLI IMPRESENTABILI. Trova un'alchimia nella costruzione della lista, mettendo insieme tutti i cocci del cdx italiano, e poi praticamente fa fare tutto ai suoi avversari che si auto-distruggono. Dopo vari tentativi andati a vuoto, corona il sogno della sua vita politica.

Al posto giusto al momento giusto

Cancelleri, voto 7,5: "la squadra si è espressa bene per tutto il campionato, abbiamo giocato un grande calcio, abbiamo creato tanto e i tifosi hanno apprezzato. Nonostante i 90 punti siamo arrivati secondi" la possiamo racchiudere così la campagna elettorale del M5S e del suo Candidato Presidente, Giancarlo Cancelleri. Cinque anni fa, nonostante la nuotata di Grillo nello Stretto, i pentastellati raccolsero 285 mila voti, oggi i consensi sono più di 513 mila. Lo scalpo di aver rubato "il voto utile" al Pd verrà affisso come trofeo.

Dorando Pietri

Micari, VOTO 5-. Il rettore dell'Università di Palermo paga evidentemente colpe non sue. Il Titanic del Partito Democratico sta affondando e lui o per incoscienza o perché semplicemente non lo avevano avvisato, si mette al timone della barca. Il nostro miglior uomo si chiama Angelino, farà la differenza, qualcuno gli disse. Sappiamo tutti come è andata. Appare sempre in difficoltà nel ruolo che gli è stato cucito addosso. Il più contento per la fine della campagna elettorale è stato proprio lui. Spaesato

Cesa e l'Udc, voto 8. Alzi la mano chi aveva ancora notizie dell'UDC? Lorenzo Cesa con un'azione degna del miglior Arsenio Lupin depreda il bottino elettorale di Alfano che fa la figura del sergente Garcia.

La seconda repubblica è ancora viva, dopo quest'acuto non possiamo avere più dubbi. Tutto passa tranne la DC in Sicilia, statene certi. La sorpresa

Berlusconi, voto 9. Dorian Grey torna in Sicilia ed è subito 1994. Siamo sicuri che in questo periodo avrà fatto più di qualche pensiero all'amico Marcello (Dell'Utri) che dalle patrie galere starà rivendicando il risultato. D'altronde è il co-fondatore di Forza Italia. Detto questo Forza Italia torna a percentuali da età dell'oro in Sicilia. Il Cavaliere ripete i suoi cavalli di battaglia, Salvini e Meloni si accodano. Dite a Stefano Accorsi di stoppare l'ipotesi per la serie 1994, c'è il serio rischio che la storia si ripeterà nel reale.

Highlander

Salvini & Meloni: La Lega vola in Sicilia? Siamo su Scherzi a Parte. Miglio, l'ideatore della Lega si starà rivoltando nella tomba. Bossi è in cura ad un'analista. La logica del mondo reale si è completamente capovolta. La Meloni rivendica il successo della sua terza via (tra Berlusconi e Salvini, insomma vuole essere il centro della destra). Fratelli D'Italia ha eletto un Governatore e io poi non sto mica tanto bene. E niente non riesco a essere serio. Stranger Thinghs

P.S Pisapia, senza voto. Non pervenuto: guarda la partita dagli Spalti.

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