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Giuseppe Iaciofano è un giovane fashion designer italiano che si è trasferito da alcuni anni in Inghilterra per realizzare il suo grande sogno creativo. Nato l'8 marzo 1990 a Isernia, Iaciofano ha fondato una maison di Moda nel 2016 a Londra. Lo stile del brand di ricerca è irriverente, elegante e sensuale. La sua ricetta per andare oltre gli standard è il dialogo tra gli opposti. Una persona poliedrica, dinamica e ambiziosa con tanti e importanti progetti in cantiere. Oggi il 28enne stilista italiano si è raccontato alla nostra rubrica "La sciabolata VIP" di Blastingnews.com.

Giuseppe Iaciofano: la carriera nel fashion system

Quando hai cominciato a interessarti di moda?

Da quando frequentavo il liceo artistico.

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L'arte è stata sempre dalla mia parte. Studiando l'arte contemporanea, mi è capitato di soffermarmi molto sull'artista Jackson Pollock e da quel momento ho iniziato a vedere un mondo diverso, pieno di costruzione e distruzione allo stesso tempo.

Quando hai capito che volevi diventare stilista?

Ho realizzato di intraprendere questa professione quando ho concepito il primo concept, creando sculture di carta, ma indossabili. Più che stilista mi definirei un creativo.

Quando e come è nata la tua carriera di fashion designer?

La mia carriera nasce a Roma. Un po' per gioco, creo degli abiti di carta e apro un blog di moda che da subito è seguito da migliaia di persone. La ricerca costante dei nuovi trend, l'ambizione di poter sfilare un giorno tra i grandi mi hanno portato a creare il mio brand Gianco Handmade.

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Chi ti ha dato maggior sostegno lungo tutto il percorso?

Mia madre e mia nonna, perché mi hanno insegnato l'arte del cucire e la massima attenzione ai dettagli.

Giuseppe Iaciofano: creazioni e fashion system

Cosa significa essere un giovane stilista oggi?

È quasi difficile, perché tutti creano. A volte sostenere la parte pubblicitaria richiede denaro e a volte arrivare ad un pubblico ampio per farsi conoscere è difficile... ma se sei super determinato e non si molla mai l'obiettivo, il risultato arriva.

Come descriveresti il tuo brand?

Il mix di elementi femminili e maschili in tessuti e forme diventa rapidamente uno dei codici stilistici del marchio. La moda di Gianco Handmade è stata ripetutamente inquadrata come una rielaborazione colta del disordine estetico della nostra era, in cui spaziano interessi diversi come l'architettura, la filosofia e soprattutto l'arte.

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Quale messaggio vuoi dare con le tue creazioni?

Non ci sono schemi da seguire per andare oltre gli standard in quanto il mondo Gianco Handmade unisce concetto, struttura e immagine, attraverso codici che vanno oltre le tendenze. Una moda che va oltre il prodotto ed è un punto di riferimento per chi ama sperimentare. La maison londinese è diventata una vera tendenza, simbolo di un lusso minimalista dove la bellezza non basta.

Chi e cosa non sopporti del fashion system italiano e mondiale?

Non sopporto chi giudica senza avere conoscenza e rispetto di un lavoro nato da un'idea che dovrebbe essere sempre giudicata in base all'oggettività e non alla soggettivita. È sempre difficile capire come funziona il fashion system, ma delle volte è così evidente che è impossibile non vedere cosa accade dietro tutto ciò. A volte chi è ricco riesce a raggiungere l'obiettivo molto prima, invece, chi non ha niente e parte da zero deve rimboccarsi le maniche e cercare di fare l'impossibile per farsi notare. Come recita un antico proverbio: "Come l'acqua va sempre al mare, i soldi vanno sempre in tasca a chi ne ha...".

Giuseppe Iaciofano: progetti futuri e ambizioni

Cosa puoi anticiparci dei tuoi progetti lavorativi futuri?

La nuova collection si chiama "Nuda" ed è piena di sorprese e novità. Una collezione senza stagioni e sempre alla portata di ogni occasione che ha la caratteristica di essere unica e diversa, prestando molta attenzione al mix di tessuti e stampe. Guardo sempre al futuro e all'esigenza di chi vuole un capo sempre indispensabile. La nuova collezione Nuda verrà presentata alla London Fashion Week a febbraio e poi a Roma e Parigi.

Come ti vedi tra 10 anni?

Realizzato nel mio lavoro con almeno 10 store in Europa e Asia, oltre ad avere un mio laboratorio e ufficio dove poter ricevere i buyer e fornire assistenza ai nuovi talenti emergenti.