5000 soldati in Colombia. Questo l'appunto che sfugge a Bolton e, inavvertitamente, viene mostrato alle telecamere di tutto il mondo. Che gli Stati Uniti abbiano interessi economici e politici in Venezuela non è una novità, e questa nota va soltanto a confermarlo, ma ciò che colpisce ancora e sempre è la profonda ingenuità (vera o in malafede che sia) dei media, che parlano di "gaffe e svista".

'5000 soldati' di Bolton e l'interesse degli Stati Uniti per il Venezuela

Il governo statunitense è decisamente interessato agli eventi che si stanno verificando in Venezuela.

Non è certo una novità. Del resto, non possiamo dimenticare la storia degli ultimi cinquant'anni, la stessa che ha visto gli USA espandere la propria influenza sul Sudamerica in tutti i modi possibili, legittimi e non (qualcuno ricorda il Cile di Pinochet?). Dunque non sarebbe certo sorprendente se alla fine Trump, o chi per lui, optasse per una manovra militare contro Maduro, così da riportare il Venezuela sulla carreggiata filo-occidentale che tutti auspicano.

E forse sarebbe anche giusto.

Sorprende insomma ben poco che sul quaderno di appunti di John Bolton, il consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, ci sia scritto che si vorrebbero dispiegare 5000 uomini in Colombia. Naturalmente, ciò significherebbe mettere le mani avanti e prepararsi un eventuale intervento militare in Venezuela, per il definitivo annientamento di Maduro. Niente di nuovo sul fronte occidentale.

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Politica

Questo conferma solo che un'opzione militare è ancora sul tavolo. E intanto i giornali che hanno "rubato" la foto, sorridono sotto i baffi per la presunta gaffe di Bolton.

I media ci sono o ci fanno?

Sorvolando sulla questione in sé, e cioè dei 5000 militari e dell'interventismo americano, ciò che sorprende è, ancora una volta, la presunta ingenuità dei giornalisti. Su tutti gli articoli e i servizi usciti sui media che raccontano il fatto, si parla di Bolton come di uno sprovveduto che ha commesso una gaffe da principiante.

Eppure basta guardare soltanto la foto (la trovate anche qui) per capire che c'è qualcosa di profondamente strano... O meglio: basta guardare la foto per capire che c'è qualcosa di così evidente da essere lapalissiano.

Bolton, dopo ore di riunione e di valutazioni difficilissime di Politica internazionale (in cui, appunto, c'era anche la possibilità di iniziare un vero conflitto militare), sul suo blocco di appunti ha scritto un solo appunto.

Un solo appunto di una semplicità allarmante, che riguarda il dispiegamento di 5000 uomini. E, colmo dei colmi, non solo ha scritto un solo appunto, ma se lo porta sotto il braccio mostrandolo alle telecamere di tutto il mondo. In altre parole: era impossibile non vederlo e non accorgersene.

A questo punto la conclusione sarebbe evidente: Bolton voleva che tutti vedessero il suo appunto, così da lanciare un chiaro messaggio a Maduro.

Del resto, una minaccia militare da parte degli Stati Uniti non è certo una cosa da prendere a cuor leggero, perciò l'atto di Bolton è sensato e, in un certo qual modo, persino intelligente. Sta dicendo: "Noi siamo pronti, quindi, Maduro, ti conviene arrenderti prima che inizi la catastrofe".

Nonostante però la cosa sembri evidente, tutti i media parlano di "gaffe". E lo fanno con una tale tranquillità che il sospetto della malafede non diventa solo forte, ma riceve quasi conferma. Come si fa a dire che è stato un errore? L'ipotesi che mostrare l'appunto non fosse nei desideri di Bolton è così marginale da essere pressoché impossibile.

Interessante sarebbe invece capire perché tutti, quotidiani e tg, parlino di errore. Forse proprio perché non si poteva portare una provocazione diretta contro Maduro, e dunque sarebbe stata orchestrata questa scenetta. O forse perché, in questo modo, da una parte si dà la notizia che voleva trasmettere Bolton, ma dall'altro si continua ad attaccare l'amministrazione di Trump, accusandola di essere composta da idioti che non si rendono conto delle sciocchezze che commettono.

Qualsiasi sia la spiegazione, è però indubbio che l'ingenuità dimostrata dai media è sospetta e si fonda soprattutto sulla convinzione che lettori e telespettatori siano altrettanto ingenui e sciocchi, pronti a bersi anche a una bugia evidente. E quest'ultimo punto apre un interrogativo vecchio, ma mai attuale come adesso: un giornalismo che prende il pubblico per scemo, da che parte sta?

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