È iniziato il 3 dicembre e proseguirà mercoledì 4 dicembre, a Londra, il vertice per celebrare i 70 anni dell'Alleanza Atlantica. Ma il summit non è iniziato nel migliore dei modi, date le tensioni tra Trump e Macron: quest'ultimo circa un mese fa aveva definito la Nato in "stato di morte cerebrale", un'espressione forte per parlare anche della crisi aperta dall'intervento della Turchia contro i curdi, in un certo modo sostenuta dagli Stati Uniti. Ad irrigidire ulteriormente i rapporti è stata la minaccia di Trump di mettere il 100% dei dazi su tutti i prodotti importati dalla Francia, se dovesse applicare la web tax.

Tra i dossier scottanti sul tavolo della Nato c'è la ormai vecchia questione dell'incremento delle risorse, affichè i Paesi europei spendano di più nella difesa, e la sicurezza che vede da una parte la Cina come crescente potenza militare e dall'altra la Turchia come alleato scomodo dopo l'intervento in Siria.

L'ascesa della Repubblica Popolare Cinese come potenza militare

Il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha esordito affermando che la Cina non è considerata come una minaccia, ma è necessario affrontare una serie d'implicazioni che derivano dall'ascesa della Cina come potenza militare.

Infatti quest'ultima vanta il secondo budget al mondo per la difesa e recentemente ha dimostrato che i suoi missili a lungo raggio possono raggiungere sia l'Europa che gli Stati Uniti.

La preoccupazione manifestata dal Segretario Generale è che la Cina si stai avvicinando all'Occidente nell'Artico e in Africa, inserendosi nelle infrastrutture tecnologiche europee, fondamentali per l'interconnessione dei sistemi informatici e il trattamento di una quantità importante di dati. L'inserimento delle compagnie cinesi in Europa, dagli Stati Uniti viene vista come una vera e propria minaccia, ma per gli Europei è un'opportunità pur mantenendo un certo livello di guardia. In tal senso, l'Italia rischia di essere sospettata per una eccessiva apertura verso al Cina.

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Politica

Tensioni tra Trump e Macron: il futuro della Nato e la Turchia

A tenere banco è lo scontro tra Macron e Trump sul futuro della Nato.Tutto è iniziato un mese fa, quando Macron definì la Nato in "morte cerebrale", affermazioni che hanno irritato molto il Presidente americano considerandole offensive, sgradevoli e rischiose. Nonostante Trump abbia cercato di ammorbidire i toni, Macron è rimasto sulla sua posizione ribadendo che all'Alleanza Atlantica serve una strategia di lungo termine e un obiettivo comune.

La polemica ha riguardato anche la scarsa reazione della Nato con l'intervento, in qualche modo permesso dagli Usa, della Turchia contro i curdi in Siria. Infatti Macron, durante la conferenza stampa a margine del summit, ha accusato la Turchia di aver combattuto i curdi, oltre che a cooperare qualche volta con l'Isis. Erdogan ha ribadito che si opporrà ai piani di difesa di Polonia e Paesi Baltici se i miliziani curdi-siriani dell'Ypg non saranno riconosciuti una minaccia.

Un'altra questione è l'acquisto da parte della Turchia del sistema missilistico russo di difesa aerea S-400: per Macron non è accettabile che un alleato della Nato acquisti sistemi missilistici russi, in merito Washington starebbe valutando sanzioni anche se Trump di fatto ha giustificato la decisione, accusando Obama di non aver venduto Patriot alla Turchia.

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