Sono giorni di profonde riflessioni in casa Juventus. Dopo l'uscita dagli ottavi di finale di Champions League contro il Lione, il club bianconero ha deciso di esonerare Maurizio Sarri. Al suo posto è stato ingaggiato Andrea Pirlo, che si ritroverà ad allenare la Juventus al suo esordio come tecnico. Con l'ex centrocampista della Nazionale i bianconeri dovranno necessariamente iniziare un nuovo progetto tecnico, orientato a costruire una squadra giovane capace di dominare in futuro anche in Europa. Senza trasformare, nel presente, la Champions League da sogno in ossessione. E in uno scenario come questo il centro non può essere un 35 enne.

Neanche se si chiama Cristiano Ronaldo.

I conti della società richiedono una cessione pesante

Oltre che pensare ai risultati non esaltanti in campo, però, Andrea Agnelli è alle prese anche con un altro problema importante: quello dei bilanci. A pesare, oltre che gli stipendi, è anche il flop in Champions League: arrivare quantomeno alle Final Eight avrebbe sicuramente garantito maggiori introiti finanziari. Il 2019-2020, secondo quanto pubblicato dalla Gazzetta dello Sport qualche giorno fa, si chiuderà sicuramente con un passivo economico in rosso: si parla di perdite addirittura pari a 70 milioni. A pesare è stata anche la pandemia da Covid-19, che di fatto ha bloccato per diversi mesi i ricavi dai biglietti dello stadio ma anche da merchandising e attività collaterali come i tour e gli ingressi al museo.

Per tutti questi motivi, dunque, in casa bianconera si sta valutando una cessione pesante. Sulla graticola sono finiti Dybala e Ronaldo, con il primo favorito per la cessione.

Ronaldo e Dybala, quanto pesano economicamente al club

Il dilemma di queste ultime ore, dunque, è quello di individuare il top player maggiormente "sacrificabile" tra l'argentino e il portoghese.

Se si guarda al capitolo bilancio con i dati pubblicati da Calcio e Finanza, il responso parrebbe essere chiaro: l'affare Cristiano Ronaldo è costato in totale 118 milioni, investimento da suddividere in 4 rate (ovvero la durata del suo contratto) pari a 28,9 milioni di euro. Ronaldo ha uno stipendio annuale pari a 31 milioni di euro netti, 54,2 lordi.

Se si somma lo stipendio netto alle due rate del cartellino, il totale del risparmio è di 83,1 milioni all'anno per i prossimi due anni. Sostanzialmente vendere Cristiano Ronaldo farebbe risparmiare ai bianconeri 166,2 milioni (108,2 se si aggiunge la minusvalenza nel caso in cui CR7 partisse a zero). Cifra molto più alta rispetto al risparmio che deriverebbe dalla cessione di Dybala: in questo caso, infatti, la Juve risparmierebbe una cifra pari a circa 95 milioni. Somma che si ottiene tenendo conto dello stipendio risparmiato (due rate da 5,5 milioni a stagione per i prossimi due anni) più una plusvalenza di 58,9 milioni di euro, derivanti da una cessione del cartellino per 70 milioni di euro (ovvero il valore del giocatore su Transfermarkt).

Vendere Ronaldo, cioè, garantirebbe un maggiore beneficio economico.

Anche il fattore anagrafico è dalla parte di Dybala

Infine, vi è anche il fattore anagrafico. Cristiano Ronaldo ha 35 anni, età che si presta a un progetto adatto a vincere subito e non a un progetto giovane che miri a costruire le vittorie del domani. Paulo Dybala, invece, ha 26 anni. Età che, senza dubbio, si presterebbe meglio al progetto di svecchiamento che ha in mente Pirlo. L'argentino, infine, possiede senza dubbio anche maggiori margini di crescita, sia a livello tecnico-tattico ma anche a livello economico: mentre Ronaldo difficilmente potrà aumentare ancora il proprio valore del cartellino (vista l'età è lecito pensare che tra qualche anno possa arrivare il ritiro), Paulo Dybala potrebbe permette alla Juventus di guadagnare da una sua ipotetica vendita futura molto di più di quanto potrebbe guadagnare oggi.

Dunque, se sacrificio deve essere, allora meglio salutare Cristiano Ronaldo.

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