Dopo poco più di un mese la Serie A è tornata. Cristiano Ronaldo, Lukaku, Immobile, Ibrahimovic e tutti gli altri protagonisti del nostro calcio sono rientrati (o stanno per rientrare) in campo.

La prima giornata (che si completerà il 30 settembre con Lazio-Atalanta, Benevento-Inter e Udinese-Spezia) ha acceso i riflettori su vecchi e nuovi protagonisti del campionato italiano. Ha mostrato delle novità tattiche, ha svelato dei volti nuovi e riscoperto dei giocatori che sembravano in difficoltà. Fra i top del primo turno non può mancare Ibrahimovic, mentre ha deluso il Crotone al secondo debutto della sua storia in Serie A.

I top della prima giornata: chi ha convinto

Roberto Baggio, Manuel Rui Costa, Giancarlo Antognoni, Adrian Mutu: sono questi alcuni dei nomi ai quali è stato concesso l'onore di vestire la maglia numero 10 della Fiorentina prima di Gaetano Castrovilli. È dunque una casacca pesante che a Firenze è carica di bei ricordi ed emozioni. Castrovilli però non si è lasciato influenzare. D'altronde, lo scorso anno è riuscito comunque a imporsi nel centrocampo di una Fiorentina che ha vissuto un'annata priva di soddisfazioni. La sua prestazione contro il Torino è cominciata sottotono: probabilmente sentiva il peso della maglia. Nel prosieguo del match però è migliorata fino al minuto 78 quando ha segnato il gol del vantaggio (poi rivelatosi decisivo) per la viola.

"Chi non muore si rivede", recita il proverbio. "Chi non demorde, tornerà al gol" potrebbe essere plasmato in chiave calcistica. Ascrivibili a tale categoria sono due veterani del pallone come Mattia Destro e Marko Pjaca. Il primo, un bomber d'area di rigore che aveva smarrito la via del gol; il secondo un talento dai muscoli di cristallo.

Entrambi si erano persi nei meandri di stagioni anonime tra infortuni e delusioni. Maran, allenatore del Genoa, ha voluto credere in loro. Tutti e due lo hanno ripagato con quello che sanno fare meglio, il gol. Al 6° minuto di Genoa-Crotone è stato proprio Mattia Destro a spingere in rete il vantaggio ligure che poi è stato ben gestito e incrementato fino a pochi minuti dal termine quando Pjaca ha firmato il definitivo 4-1.

Bentornati.

L'essenza estetica del calcio trova nella balistica una delle sue espressioni principali. Impossibile quindi non premiare i gesti tecnici di Mehdi Bourabia e Dejan Kulusevski. Sassuolo-Cagliari era la sfida delle nuove idee, della prevalenza del gioco d'attacco rispetto a quello difensivo e dei talenti emergenti. Bourabia non si è di certo tirato indietro quando a tre minuti dalla fine del match c'era da rimontare la rete di Simeone: punizione dai 20 metri e palla sotto l'incrocio per quello che è stato il gol del definitivo pareggio. Juventus-Sampdoria invece ha bagnato l'esordio di Kulusevski con la maglia bianconera. Sono bastati 13 minuti all'ex Parma per imporsi. Non ha calciato, non ha tirato, ha impattato il pallone che, radente il terreno, si è infilato nell'angolino: un colpo da biliardo, mancino, per presentarsi ai suoi nuovi tifosi.

Predestinato.

È indubbio che gli occhi di tutti gli appassionati di calcio fossero puntati su Andrea Pirlo. L'intelligenza calcistica che lo ha contraddistinto da giocatore si è palesata anche nel ruolo di allenatore. Ha premiato il giovane Frabotta con una maglia da titolare, ha riportato i giocatori al centro del progetto, collocandoli nei loro ruoli ideali: tutto ciò a Sarri - per volontà o difficoltà - non era riuscito. Il 3-5-2 dell'ex centrocampista è stato camaleontico: Ramsey e Ronaldo hanno svariato su tutto il fronte offensivo, così come Kulusevski. Frabotta e Cuadrado spesso e volentieri hanno giocato più alti degli attaccanti: in fase di non possesso Danilo scivolava sulla fascia, mentre il giovane under 23 si abbassava, passando così ad un più solido 4-4-2.

In panchina ha parlato poco, proprio come quando era in mezzo al campo: basta il pensiero. Buona la prima, Pirlo.

Eterno, inossidabile o, come direbbe Thanos, ineluttabile. Sicuramente, parlando di campo, uomo squadra e decisivo, non si può non menzionare Zlatan Ibrahimovic. Alle porte dei quarant'anni è tornato al Milan e lo ha cambiato. Un processo di crescita che lo vede faro della squadra: dispensa consigli, occhiatacce e rimproveri, ma tutti intorno a lui sono cresciuti e continuano a migliorare. Lo svedese però non si limita a fare l'accademico, poiché vuole essere ancora determinante. Due gol e una tripletta sfiorata al debutto nella Serie A 2020/21 contro il Bologna. Un chiaro segnale a Immobile, Ronaldo e tutti gli altri: Ibra è davvero tornato.

I flop: chi ha deluso

Il calcio di Marco Giampaolo ha subito uno stop. Dopo una brutta parentesi al Milan, l'esordio sulla panchina del Torino non è stato dei migliori. La squadra ha sofferto, in balia di una Fiorentina impeccabile nel gioco offensivo anche se poco concreta. Questa circostanza ha permesso ai granata di restare in partita fino alla stoccata di Castrovilli. La mancanza di un trequartista puro si fa sentire. Zaza e Belotti continuano a non intendersi calcisticamente. Si salva solamente il solito Sirigu. C'è ancora molto da lavorare in casa Toro.

La cenerentola Crotone va inserita nelle delusioni di giornata. Non tanto per la sconfitta all'esordio che può starci con tanti giocatori che non avevano mai calcato i campi della massima serie, quanto per l'approccio alla partita.

Come spaventati da un Grifone che, ad onor del vero, negli ultimi anni aveva smesso di predare, gli "squali" calabresi in 10 minuti sono stati affossati dal gol del redivivo Destro (errore di Mazzotta) e da quello di Pandev (anche a causa di una linea difensiva alta). Messias, Riviere e Simy hanno talento ma non basta. Il centrocampo compassato e timido è stato surclassato dai più esperti Badelj e Zajc. La difesa ha sofferto le scorribande senza tempo di Goran Pandev e la voglia di rivalsa di Zappacosta e Pjaca. Un pomeriggio da dimenticare in fretta. Che sia da monito per le altre neo-promosse: così non funziona.

Impossibile non mettere tra i peggiori di giornata Mitchell Dijks. L'olandese del Bologna fin da subito è apparso in difficoltà contro Ibrahimovic.

Raramente è riuscito a fermarlo se non ricorrendo ad interventi irregolari. Nel secondo tempo una ingenua trattenuta su Calabria a pochi minuti dalla fine (e sul risultato di 2-0 per i rossoneri) lo manda in anticipo sotto la doccia.

Una menzione speciale spetta ai legni delle porte dello stadio Marcantonio Bentegodi di Verona. Hellas-Roma è stata una partita bella e senza troppi tatticismi, durante la quale ha prevalso l'agonismo. È stata una sfida in cui gli attacchi hanno prevalso sulle difese. Eppure il risultato finale recita 0-0. I pali, perciò, entrano di diritto nei "cattivi" di giornata. Il loro suono metallico ha strozzato in gola l'urlo dei tifosi e ha impedito agli appassionati di godere del momento più bello di ogni disfida calcistica.

Peccato.

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