Il tentativo di cambiare il calcio, con la creazione della Superlega, è nato e finito mestamente nel giro di 48 ore. La competizione per club che avrebbe riunito le migliori squadre del panorama europeo in un campionato di super élite, ideata da alcuni presidenti del calcio continentale, guidati da Florentino Perez, Andrea Agnelli e Joel Glazer non vedrà il via, almeno per ora.

I presidenti della Superlega stavano lavorando anche alla riforma della Champions League

Quei presidenti sono gli stessi che, fino a pochi giorni fa, lavoravano con la Uefa nel progetto di riforma della Champions League a partire dal 2024, garantendo il massimo supporto tranne poi dileguarsi quando le voci sulla Superlega cominciavano a girare sul web e diventava complicato gestire la situazione.

Questo progetto epocale di rivoluzione del calcio ha cominciato a fallire già prima di vedere la luce a causa della disastrosa strategia comunicativa messa in piedi. Il piano comunicativo previsto ed allestito è sembrato fuori fase. Il primo passo falso è stato il comunicato, lanciato di notte senza nessuna attività preparatoria, con un sito online vuoto e approssimativo.

Una comunicazione orientata sui vantaggi economici non coinvolge i tifosi

La comunicazione fredda e focalizzata esclusivamente sui vantaggi economici del progetto, ma non verso i tifosi, cioè i consumatori finali di questo prodotto, ha incrinato forse in modo permanente il rapporto dei dodici club con i propri sostenitori.

L'approccio, orientato agli introiti senza il coinvolgimento di tutte le parti interessate al sistema calcio, ha sicuramente generato questa veemente reazione da parte di supporters, giocatori e tecnici, alcuni sponsor e anche l’opinione pubblica.

Insomma sia dal punto di vista della strategia comunicativa che del buon senso, sembra non si sia fatta una grande figura e tutto il processo comunicativo è naufragato subito.

Naturalmente la comunicazione può veicolare e valorizzare un messaggio e/o un progetto quando lo stesso è ben sostenuto altrimenti la reazione, come in questo caso, è estremamente negativa.

Ha generato molte perplessità, oltre al comunicato essenziale e freddo, l'assenza di un Presidente del gruppo dei Club, disposto a sostenere le ragioni e a spiegarne le motivazioni. Questa assenza ha dato il via a un sentiment negativo di arroganza e distacco che ha aumentato le reazioni negative.

Anche la comunicazione 'aziendale' non è stata gestita in maniera ottimale

Il sospetto che anche le opinioni di allenatori e giocatori non siano state prese in considerazione, è sempre più reale. Una società di calcio, al pari di un'azienda, dovrebbe sapere che le azioni parlano più delle parole e la percezione che generano può determinare il successo o la sconfitta di qualunque progetto.

Tutta questa vicenda, per le modalità con cui il progetto della Superlega è stato annunciato, è l'antitesi di come un progetto deve essere presentato comunicativamente e sicuramente i Club in questione avranno una montagna di reputazione durissima da scalare.

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