Cyrano, film prodotto da Working Title Films, è nelle sale cinematografiche italiane dal 3 marzo. La regia è curata da Joe Wright.

La pellicola si basa sull’omonimo musical di Erica Schmidt, coinvolta come sceneggiatrice anche all’interno del film, a sua volta ispirato alla celebre commedia teatrale Cyrano de Bergerac, pubblicata da Edmond Rostand nel 1897.

Il protagonista è una figura storica realmente esistita: Hercule Savinien de Cyrano de Bergerac, uno scrittore francese del ‘600, considerato il precursore della letteratura fantascientifica per via dei suoi due romanzi fantastici intitolati ‘L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna’ e ‘Gli stati e imperi del sole’.

Il cast del film è degno di nota e spiccano in particolare i nomi di Peter Dinklage (interprete di Tyrion Lannister nella fortunata serie televisiva ‘Il Trono di Spade’), Haley Bennett, Kelvin Harrison Jr. e Ben Mendelsohn.

Peter Dinklage è il protagonista nel Cyrano di Joe Wright

Cyrano è apprezzato per via delle sue battute sagaci e pungenti; della sua volontà di non piegarsi mai alla mediocrità, all’ipocrisia e alle convenienze; e soprattutto per l’autenticità del suo sentimento d’amore.

Non stupisce, quindi, che l’opera scritta da Rostand sia stata portata in scena e riadattata molteplici volte.

Joe Wright ed Erica Schmidt riescono però a rinvigorire la pellicola con un’energia ed un dinamismo prettamente moderni, pur rimanendo pressoché fedeli alla trama e alle atmosfere dell’opera originale.

Cyrano, film che presenta sostanzialmente due elementi innovativi, si distingue, rispetto alle trasposizioni precedenti, per la sua trasformazione in un musical e la scelta di Peter Dinklage, affetto da nanismo, come interprete principale. Il lunghissimo e celebre naso di Cyrano de Bergerac viene così sostituito dalla bassa statura di Dinklage, conferendo un maggiore spessore psicologico e uno strato di verità alle insicurezze e al dolore del personaggio, ed evidenziandone la sua ‘universalità’. Cyrano infatti è ognuno di noi.

Tutti siamo stati attraversati almeno una volta nella vita da un senso di inadeguatezza, dalla paura di essere rifiutati, di non essere ‘abbastanza’ per la persona che amiamo.

Tutti abbiamo il nostro ‘naso di Cyrano’ che ci rende insicuri. Questa scelta amplifica la sensazione di identificazione in chi è diverso, ma anche in chi teme di non essere amato per ciò che è nel profondo. Perché alla fine, nessuno di noi si sente completamente a proprio agio nella sua pelle.

L’interpretazione di Dinklage è magistrale, la sofferenza di Cyrano traspare in ogni inquadratura ed è enfatizzata dal taglio degli occhi all’ingiù dell’attore, che conferisce una patina di intensa malinconia al personaggio.

Le lettere d’amore come scudo e maschera ‘nel gioco di un codardo solitario’

Cyrano ha diversi talenti: è appassionato di poesia, molto abile con la spada e altrettanto con i giochi di parole che utilizza per deridere i suoi nemici, di cui abbiamo prova sin dalla sequenza iniziale del film, quella a teatro, in cui sbeffeggia un attore da lui ritenuto mediocre ed esageratamente enfatico.

Visivamente, questa è una delle scene più belle, caratterizzata da un’alternanza di palette di colori più accesi in determinati frangenti, più tenui in altri.

Nonostante le sue evidenti qualità e il suo coraggio nel non sottrarsi a nessun duello, Cyrano teme di affrontare la sfida più grande: quella di accettare se stesso e di esporsi, mostrando la sua vera anima, a Roxanne, la donna che lui ama da tutta la vita e di cui si ritiene indegno per via del suo aspetto.

Virtù non luce in disadorno ammanto’ scrive Leopardi nell’Ultimo Canto di Saffo: non importa quante imprese coraggiose si compiano o quanto si possa essere abili con il canto o la poesia, la virtù non splende su un corpo deforme. E Cyrano sembra essere convinto proprio di questo.

Quando Roxanne gli confessa di essersi innamorata a prima vista di un cadetto, Christian de Neuvillette, Cyrano sceglie di aiutare quest’ultimo a scriverle delle lettere.

Il ragazzo è molto bello, leale, coraggioso ed abile in combattimento, ma è totalmente negato con le parole: è incapace di scrivere missive che possano stimolare quell’amore fatto anche di poesia, romanticismo e intelligenza a cui Roxanne aspira.

Cyrano decide perciò di ‘infondere’ il suo spirito nel corpo di Christian, ‘creandosi’ una maschera ideale tramite cui confessare i suoi sentimenti a Roxanne.

Assistiamo alla storia di un’ossessione per la messa in atto di una continua dissimulazione: quella di un abile spadaccino capace di affrontare e vincere dieci nemici nonostante la sua statura minuta, ma che è terrorizzato dall’idea di essere rifiutato e ferito ‘a morte’ dalla donna di cui è innamorato.

Inizia, così, non solo l’opera di seduzione, ma anche il delicato dramma di Cyrano.

Non siamo però di fronte allo spietato e sadico gioco, improntato al mero esercizio estetico, attuato da Johannes nei confronti dell’ingenua Cordelia, nel ‘Diario del seduttore’ di Kierkegaard.

Cyrano rinuncia, per la felicità di Roxanne, a rivendicare il proprio merito sulle sue passionali parole, per cederlo al suo rivale in amore Christian, beandosi solamente del fatto di poter essere letto dalla sua amata.

D’altronde, si scrive sempre per una persona, una in particolare: è senza dubbio appagante riuscire ad essere letti da un vasto pubblico, però, ciò che si desidera veramente è essere notati dalla persona che amiamo.

Cyrano (2021): personaggi ‘moderni’ e location italiane spettacolari

Cyrano, film caratterizzato da un evidente tripudio estetico, brilla anche per la magnificenza dei costumi (valsi la nomination agli Oscar di Massimo Cantini Parrini e di Jacqueline Durran), la fotografia (di Seamus McGarvey) e le scenografie (di Sarah Greenwood).

Nello specifico, colpisce la scelta dell’ambientazione: Joe Wright sceglie di girare le scene in Sicilia, tra Noto, Catania, Scicli e Siracusa.

Alle pendici dell’Etna, bianco e innevato, si svolge una delle scene più toccanti: quella dei soldati al fronte che ricordano i loro affetti più cari ed esternano rimorsi e rimpianti, consapevoli del rischio di morte imminente, sulle note di ‘Wherever I fall’.

Le canzoni del film sono state registrate dal vivo e composte dai The National, i testi invece sono stati affidati a Matt Berninger e Carin Besser.

A tal proposito, l’apparato musicale e coreografico sono forse l’unico neo del film. Tutte le scene corali mostrano una certa ‘staticità’, con coreografie poco entusiasmanti e una scarsa interazione tra parole e musica. Grazie anche al montaggio, la situazione invece migliora nelle scene più intime e ‘chiuse’.

Vi è uno slittamento fluido tra recitato e cantato, ma le musiche risultano particolarmente delicate e poco incisive.

Cyrano, film dall’indubbio impatto visivo, rapisce anche per la modernità dei suoi personaggi.

Nell’opera originale, il protagonista assoluto della vicenda è Cyrano.

Qui, invece, siamo di fronte a tre comprimari, ognuno con la sua parte di responsabilità nell'inganno.

In particolare, è proprio il personaggio di Christian (Kelvin Harrison Jr.) a sorprendere positivamente poiché gli viene conferita una tridimensionalità totalmente assente nella pièce teatrale.

Egli non viene rappresentato come uno sciocco; è solo un ragazzo come tanti, sopraffatto da emozioni talmente forti e dirompenti da non riuscire ad esprimerle adeguatamente a parole.

È sicuro del proprio amore per Roxanne, tuttavia un banale e diretto ‘ti amo’ è troppo poco per una donna che non è interessata solamente all’aspetto estetico, ma predilige la cultura alla bellezza e mal sopporta l’uso di parole inadeguate o i silenzi imbarazzanti.

Roxanne (Haley Bennett) vuole di più: vuole un uomo che sia in grado di arrivarle direttamente al cuore grazie all’estrema cura, poeticità e intensità delle sue parole. Vuole ritrovare l’ardente passione delle lettere di Cyrano anche mentre discute di persona con Christian.

La shakespeariana scena con Roxanne dal balcone, in cui Cyrano prende la parola al posto del suo amico, è una delle più intense di tutto il film. Un momento musicale, armonioso, pieno di speranza e amore, enfatizzato dalla canzone ‘Overcome’.

Roxanne si evolve da semplice destinataria delle attenzioni altrui, in donna volitiva, indipendente e risoluta; sa perfettamente quello che vuole ed ha il coraggio di prenderselo, sfidando il conte De Guiche (Ben Mendelsohn) solamente per amore.

Quest’ultimo, purtroppo, risulta invece un personaggio piatto e poco approfondito, pur essendo l’antagonista della vicenda.

Forse è eccessivamente melodrammatico il finale, sulle note di 'No Cyrano'. Complessivamente, il film diretto da Joe Wright si conferma all'altezza delle aspettative. Voto: 8.5