Dopo lo spettacolare voltafaccia (letterale) all'Europa messo in atto in giornata dagli euro-scettici, Beppe Grillo si sente in dovere di dissipare qualsiasi dubbio circa la posizione politica del Movimento 5 Stelle nel Parlamento Europeo, esponendo il suo punto di vista dai microfoni di Strasburgo in occasione dell'insediamento ufficiale del gruppo dei pentastellati.



Fedele alla sua tradizione di attacchi a 360°, politica che procura torme di avversari col risultato di rinserrare le file "grilline", il comico genovese chiarisce che voltarsi all'Inno alla Gioia è atto legittimo e sensato, persino per chi è stato eletto nel parlamento della stessa Europa.





La musica infatti era prediletta da Hitler (al pari dei krapfen alla crema, della birra e della dieta vegetariana) pertanto la melodia va osteggiata e poiché in Europa "la gioia non c'è più" bisogna "sederci e ragionare", preferibilmente dando le spalle.



Il creatore del V-day ha poi consigliato alla Comunità Europea di non finanziare più progetti italiani e di non dare al Belpaese accesso ai fondi comunitari, perché scomparirebbero nelle regioni del Meridione d'Italia "dove ci sono la mafia, la `ndrangheta e la camorra".



Il "megafono del movimento" ha continuando difendendo le posizioni del fiero alleato eurofobico Nigel Farage, con cui ha affermato di avere totale sintonia e di essersi "trovati subito", spiegando che l'intesa è tanto salda che se gli "va male in Italia" andrebbe a stare da lui "a Londra".

Gli Inglesi sono avvertiti.