Il gruppo terrorista dell'ISIS si può definire una vera e propria brigata internazionale, composta da migliaia di combattenti provenienti dai cinque continenti. La maggior parte dei volontari proviene principalmente da Medio Oriente, paesi del nord Africa, Europa occidentale, Russia ed Asia centrale. I membri dell'ISIS sono pagati con uno stipendio per combattere in paesi come Iraq e Siria e per svolgere funzioni di polizia nelle regioni occupate. Ci sono prove concrete che il gruppo abbia ricevuto finanziamenti da Arabia Saudita, Stati Uniti e Turchia.

Le adesioni sono in crescita

Il numero di membri dell'ISIS provenienti dall'Europa occidentale è raddoppiato nel corso dell'ultimo anno, e quelli provenienti dall'Asia centrale, soprattutto dalla Cecenia, sono aumentati del trecento per cento. Il numero di combattenti è aumentato in proporzione diretta con l'intervento militare crescente di USA, NATO e Russia. Le ragioni per unirsi all'ISIS variano da paese a paese, e non possono essere fatti rientrare in una sola causa, motivi religiosi, economici o di etnia.

Si tratta quindi di un esercito multinazionale, vincolato da una struttura gerarchica rigida e dall'ideologia integralista, che si trasmette grazie all'uso di tecnologie sofisticate e social media.

L'ISIS riceve un forte sostegno

Per ragioni diverse alcune nazioni sostengono in vari modi i terroristi dell'ISIS. La Turchia finanzia, addestra e rifornisce di armi i membri del famigerato Stato Islamico con lo scopo primario di eliminare i curdi e rovesciare il presidente siriano Assad.

L'Arabia Saudita sunnita dà il suo sostegno con l'obiettivo di combattere gli sciiti in Iraq e Yemen, mentre Israele fornisce cure mediche per i combattenti feriti in Siria, e ha mire economiche ed espansionistiche. La maggior parte delle armi usate dall'ISIS provengono dagli Stati Uniti. Gli unici paesi che davvero combattono contro i terroristi e a fianco dell'alleato siriano, sono Iran e Russia.

In conclusione il gruppo terrorista dell'ISIS è usato come carne da cannone da alcuni paesi che hanno forti interessi geopolitici nella regione.

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