Massimo D'Alema è certamente uno dei più importanti rottamati dal premier Matteo Renzi. L'ex premier si è sempre opposto alla linea politica dell'ex sindaco di Firenze ed ora è promotore del comitato per il "no" al referendum costituzionale, che mira ad unire tutti gli appartenenti alla sinistra che si oppongono alla riforma della Costituzione di stampo 'renziano'. 

Riforma costituzionale targata Renzi è 'illeggibile'

D'ora in poi, D'Alema girerà l'Italia in lungo e in largo per far capire agli italiani che la riforma costituzionale del governo Renzi è pericolosa e inutile. In occasione di una festa della sinistra a Vicenza, che si è svolta ieri, 29 agosto 2016, D'Alema ha ribadito la sua contrarietà a una riforma costituzionale "illeggibile".

L'ex premier ha anche ricordato che tale riforma rispecchia quella del 2006 che presentò il governo Berlusconi. All'epoca il Pd si oppose a tale riforma; oggi, invece, la pensa diversamente. Massimo D'Alema ha precisato che lui non ha cambiato idea: è sempre contrario a tale riforma costituzionale.

Non è necessario, secondo D'Alema, ridurre drasticamente il numero dei senatori e tagliare 250 deputati. La soluzione alle problematiche del bicameralismo perfetto sarebbe una commissione specifica che velocizzi i lavori parlamentari, favorendo così una rapida approvazione delle leggi. 

Vittoria del 'no' al referendum costituzionale favorirà il M5S

A chi, durante la festa a Vicenza, ha ipotizzato un trionfo della destra in caso di vittoria del no al referendum costituzionale, D'Alema ha risposto che non è così.

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Secondo il politico romano, se vincesse il "no" i veri favoriti sarebbero quelli del M5S.

L'intervento di Massimo D'Alema a Vicenza, insomma, è stato un momento utile per sottolineare che il Pd di Renzi altro non è che il successore del berlusconismo, proprio quando Silvio Berlusconi sta per 'gettare la spugna'. 

D'Alema ha più volte chiesto le dimissioni di Renzi da segretario del Pd, visto che è necessaria una figura che curi il partito a tempo pieno. Renzi, secondo l'ex premier, si disinteressa della segreteria e invece di convocarla si riunisce con qualche amico per fare il punto della situazione.