Pietro grasso ha deciso di lasciare la delegazione Pd al Senato, alla quale apparteneva da inizio legislatura, per passare al Gruppo Misto, e questo proprio il giorno in cui al Senato passa la legge elettorale. La decisione sembra giunta inaspettatamente, anche se alcune avvisaglie si potevano intravedere nelle prese di posizione fatte da Grasso in prima persona opponendosi al voto di fiducia al Senato (chiesto 5 volte su sei votazioni).

L'antefatto

Prima che tutto ciò accadesse, durante i giorni convulsi che si sono vissuti al Senato durante le votazioni per l'approvazione del Rosatellum, un fatto accaduto può dare una chiave di lettura della scelta fatta. Il senatore del M5S Vito Crimi, rivolgendosi direttamente a Pietro Grasso, gli suggerisce di dimettersi, per bloccare l'iter di approvazione.

La risposta di Grasso è stata come sempre precisa e perentoria: è più difficile resistere che dimettersi, il rispetto delle regole vengono prima delle scelte personali, si possono esprimere dissapori ma questo non significa venir meno al compito assegnato.

Il PD?

Sorpresa, stupore, rammarico. Sono questi i sentimenti che emergono in prevalenza dalle prime dichiarazioni degli esponenti PD. Certo l'abbandono di Grasso, unito alla scelta di Paolo Gentiloni nella conferma di Visco quale Governatore della Banca d'Italia, sono due colpi ben assestati al PD ed al suo segretario Matteo Renzi.

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Pd

Il fronte del partito, dalle prime dichiarazioni, sembra compatto, ma questi due aspetti comunque potranno essere utilizzati in campagna elettorale dagli avversari dell'attuale segretario, sia fuori che all'interno del partito. In chiave voto poi, le eventuali scelte future del presidente del Senato potranno certamente influenzare gli opinionisti e spostare i voti dei cittadini, in misura ancora da stabilire.

E gli altri?

Rimproveri ed applausi dai M5S. Rimproveri perché chiedevano appunto le dimissioni del presidente del Senato, applausi per l'abbandono del PD, gesto politico che può diventare un'arma di propaganda importante. La destra al momento non commenta, ma certo anche lei starà pensando a come far fruttare politicamente la vicenda. A sinistra si gongola, con Art.1MdP che apprezza la scelta fatta dal presidente del Senato.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, invece, in un tweet dichiara:

Di certo ne vedremo delle belle. O delle brutte. Dipende dai punti di vista.

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