Come accade sempre più spesso, ormai, il più noto dei social network scorre con un dito sullo smartphone e la mattina anticipa gli umori delle nostre giornate, purtroppo anche con quelle notizie che non vorremmo mai leggere e che di soprassalto ci buttano giù dal letto di un autunno che inizia a trasmettere il suo primo freddo. In questo caso un anelito gelido che dai tasti delle nuove tecnologie ci riporta alla realtà amara di una persona garbata, dal tratto gentile e l'ironia fresca che da questa domenica non accompagnerà più la strada che da Mannarazze ci conduce a piazza Teatro col suo sorriso: Vincenzo Salemi, una delle persone più brillanti tra i figli della Noto conosciuta in questi ultimi anni, non c'è più.

La notte appena trascorsa l'ha portato via, tra gli ultimi tentativi disperati di salvare la vita ferita da un improvviso malore e i pianti di chi per primo l'ha perso ai suoi abbracci e al suo calore umano, ma non al suo cuore. Ne siamo certi.

Il ricordo dei concittadini

Figura di spicco del dibattito politico locale, era stato fino a non molto tempo addietro anche coordinatore cittadino di Forza Italia a Noto e, ultimamente, una delle anime che maggiormente avevano lavorato per la candidatura a Sindaco di Corrado Figura in occasione delle ultime elezioni amministrative. Scevro alla faziosità, era tuttavia apprezzato unanimemente da tutti, che oggi nei loro profili facebook sottolineano proprio questa sua carismatica capacità di farsi voler bene anche nel confronto, anche nella diversità di vedute, soprattutto nella differenza di opinioni, cosa che di molto mette in risalto le grandi intelligenze all'interno di una comunità.

La sua gentilezza e il suo garbo sono i tratti caratteriali che la maggior parte dei concittadini di Noto stanno in queste ore testimoniando.

Il suo esempio ci sia da memoria

Vincenzo Salemi merita un saluto particolare perché oggi non si può immaginare la vita improvvisamente senza di lui. Per questo titoliamo l'addio nella sua accezione etimologica, nel suo significato più profondo, spesso dimenticato da chi utilizza impropriamente questo vocabolo: "arrivederci in Dio", caro Vincenzo.

Perché Noto non ti dimentica. E il saluto è un arrivederci. Ci hai donato una Noto di cui oggi c'è tanto bisogno, affinché ogni parola sia più misurata, ogni momento di civile dialettica non debba necessariamente trasformarsi in litigiosa contrapposizione. Grazie.

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