Oggi, 19 novembre, si è tenuta a Roma la prima assemblea nazionale di MDP, il partito dei fuoriusciti da sinistra dal Pd fondato, tra gli altri, da Massimo D’Alema, Pier Luigi Bersani e Roberto speranza. Ed è proprio il leader designato Speranza ad aprire con la sua relazione i lavori dell’assemblea. Il giovane politico di fede bersaniana, in contrasto con quella che è la sua indole bonaria e trattativista, si scaglia senza alcuna remora contro il segretario Pd Matteo Renzi parlando di fine della “stagione dell’arroganza”. Definisce un “teatrino” da chiudere le continue trattative sulla coalizione di centrosinistra e bolla quello di Renzi come un “nome del passato”.

Netta la presa di posizione sul futuro ruolo di “alternativa” che dovrà ricoprire Mdp e l’accusa al Pd a trazione renziana di voler “imitare la destra”. Chiara anche la proposta di dare vita ad una “lista unitaria di tutte le forze di sinistra”.

Speranza all’assalto di Renzi

È un Roberto Speranza inusualmente senza freni inibitori quello che sale sul palco romano per arringare il popolo dei dei delegati di Mdp provenienti da tutta Italia. Secondo Speranza “l’umiltà” dimostrata finora dai bersaniani è il segnale preciso che si sta chiudendo per sempre la “stagione dell’arroganza”. Arroganza che, naturalmente, Speranza imputa al segretario del suo ex partito. La nascita di Mdp rappresenta, infatti, una “alternativa” a Renzi.

Poi, facendo riferimento al lavoro di scouting per dare vita all’ennesima coalizione di centrosinistra, affidato a Piero Fassino negli ultimi giorni, Speranza annuncia l’intenzione di Mdp di “uscire” da quello che definisce sprezzantemente un “teatrino”. Insomma, basta discussioni con il Pd perché Renzi ormai rappresenta solo “un nome del passato, non un nome del futuro”.

‘Il renzismo imita la destra’

Ma le bordate antirenziane di Speranza non finiscono qui. Il leader di Mdp condanna senza appello i “mille giorni di governo” renziano “tanto celebrati”, perché rappresentano solo “la variante italiana degli errori commessi dal centrosinistra negli ultimi anni”. Insomma, per dirla in parole povere, i tre anni di governo Renzi sono stati il “tentativo della sinistra di sentirsi moderna solo se imita la destra”.

E, infatti, secondo Speranza, il Pd renziano sulle tasse “insegue Forza Italia”, mentre sui migranti “insegue Salvini” sul terreno dell’ormai famigerato “aiutiamoli a casa loro”.

Lista unitaria aperta a tute le forze di sinistra

L’intemerata di Speranza è rivolta soprattutto, come già accennato, al tentativo federativo del centrosinistra compiuto in queste ore da Piero Fassino su mandato di Renzi. Il leader di Mdp è convinto che non si voglia “cambiare davvero”. Ironizza sul giro di telefonate e di incontri (Pisapia, Prodi, Radicali, Socialisti, Verdi, Italia dei valori) tenuti dall’ultimo segretario dei DS che significa solo “unità senza cambiamento”. Il sospetto di Speranza è che il Pd voglia stringere alleanze con delle “liste civetta” e per questo lancia la sua sfida: “Ne troverete tante di liste civetta, quello che non troverete è un popolo che chiede un’alternativa forte”.

Infine, il pupillo bersaniano propone la sua ricetta per la nuova snistra: “Costruire una lista unitaria e aperta con tutte le forze progressiste, civiche e di sinistra”.

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