Anche se non è stato nominato direttamente, l’ex premier Matteo Renzi si è sentito chiamato in causa. Con il lancio del nuovo partito “Liberi e uguali” il leader del Partito Democratico si è sentito chiamato in causa e ha detto la sua. “Siamo rispettosi di cosa faranno alla nostra sinistra – ha detto Renzi -. Ringrazio Romano Prodi, Walter Veltroni e Piero Fassino per essersi impegnati nella ricerca di un'intesa molto difficile".

Renzi ha detto che augura in bocca al lupo a Pietro Grasso, ma che ha dubbi su chi comanderà davvero in “Liberi e uguali”: se Massimo D’Alema o il presidente del Senato.

“D’Alema l’ha già fatto con Veltroni, Prodi e Fassino”, ha detto Renzi. All’assemblea della nuova formazione di sinistra all’Eur, l’ex premier non è stato nominato, ma si capiva che era lui il bersaglio delle critiche su chi non ha voluto riformare il Partito Democratico.

Nell’intervista trasmessa dal programma “Che tempo che fa”, Renzi ha detto che un elettore di sinistra si troverà in difficoltà perché potrebbe aiutare con la sua scelta nel seggio al Movimento Cinque Stelle o al partito dell’ex premier Silvio Berlusconi. Ha detto che anche che si augura una campagna elettorale trasparente e civile verso le elezioni della primavera 2018.

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