Nuovo episodio della guerra in Siria. Circa 100 persone sono morte in un attacco chimico compiuto sabato nella città siriana di Douma, nella Ghouta Est, nei dintorni della capitale Damasco. Alcune organizzazioni temono che le vittime siano più di 150.

L’Associazione Medica Siriano-Americana (Sams) ha informato che sabato sono arrivate circa 100 persone nei centri di assistenza sanitaria con difficoltà respiratorie.

Molte vittime anche per arresti cardiaci. Tutto indica che si tratta di un attacco con gas nervino.

L’organizzazione di volontari Caschi Bianchi ha scritto su Twitter che un elicottero avrebbe lanciato una sostanza chimica sopra la popolazione di Douma. Circa 100 persone sono morte e più di 1000 sono rimaste ferite. Tra loro molti bambini e donne. La cifra delle vittime mortali è in costante aumento.

Molti i post su Twitter pubblicati dagli utenti: le immagini ritraggono persone con schiuma bianca intorno alla bocca. Il portavoce Ari D'Souza sostiene che nell’aria si percepiva un pesante odore di cloro.

La posizione del Cremlino

L’attacco ha provocato diverse reazioni internazionali. Secondo il governo russo, il regime siriano non ha fatto uso di armi chimiche contro i residenti di Douma: "Noi smentiamo con fermezza questa informazione.

Siamo pronti, una volta che Douma sarà liberata, a mettere a disposizione tutti gli esperto della Russia in materia nucleare, chimica e biologica per potere smentire i dati che circolano adesso”, ha dichiarato Yuri Evtuchenko, responsabile del Centro per la riconciliazione delle parti in conflitto in Siria della Russia.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha immediatamente accusato il regime di Bashar al-Assad in Siria e anche la complicità di Vladimir Putin nell’ultimo attacco chimico a Douma.

Nonostante le nuove tensioni, secondo la stampa siriana ci sarà un rilancio dei negoziati sostenuti dalla Russia per la risoluzione del conflitto. Il governo di Putin ha di nuovo difeso il regime dell’alleato Assad, smentendo le accuse di soccorritori e ribelli. Dal Cremlino dicono che si tratta di “fabbricazioni” dell’opposizione siriana.

Anche il governo dell’Iran ha dichiarato che l’accusa dell’utilizzo di armi chimiche da parte dell’esercito siriano contro i ribelli barricati a Douma fa parte di un nuovo complotto internazionale, volto a far cadere il governo di Assad.

“Si tratta di insinuazioni e accuse da parte degli americani e di certi Paesi occidentali – sostiene il ministero degli Affari esteri iraniano – che dimostrano l’elaborazione di un nuovo complotto contro il governo e il popolo siriano. Non è altro che un pretesto per un'azione militare, che sarà compiuto sicuramente a breve”.

Intanto il regime di Assad ha accordato di sgomberare nei prossimi due giorni i combattenti di Jaish al Islam da Douma. Per ora non ci sono state risposte all’annuncio.

L’impegno italiano

In una dichiarazione ufficiale, il deputato del Partito Democratico, Lia Quartapelle, ha riferito che le notizie che arrivano dalla Siria sono sconvolgenti: “I Caschi Bianchi denunciano la morte di più di 100 persone a causa dell’uso di gas nervino da parte dell’esercito contro i ribelli della città. È il nostro compito chiedere al ministro Alfano che si riferisca in aula l’accaduto, che si tratta di un altro crimine contro l’umanità compiuto dal dittatore Bashar al- Assad”. Per il parlamentare, i responsabili di questo attacco devono essere incriminati. “La Siria non deve essere dimenticata – ha aggiunto -. Il nostro Paese deve impegnarsi nella tutela dei civili e nella ricerca della pace in Siria”.

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