Nell'accampamento dissestato del Partito Democratico, le ferite post-elettorali sono ancora aperte. Ora però si è aperta una nuova fase ed il ponte lanciato dal Movimento 5 Stelle è tutt'altro che virtuale. Luigi Di Maio ha dettato la sua linea: si rende disponibile a dialogare con Matteo Salvini, ma anche con il Pd. Con buona pace del centrodestra che, pur essendo stata la coalizione più votata, ha una realtà con cui fare i conti: non ci sarà alcun governo senza il M5S e quest'ultimo ha scelto il segretario della Lega come interlocutore. Di Maio non è disponibile ad intavolare una trattativa con Silvio Berlusconi ed in questo modo ha messo Salvini all'angolo con una sorta di 'aut...

aut'. Per il leader del Carroccio ora ci sono due vie, ma in fondo ci sono sempre state: gettare le basi per un accordo di governo con i pentastellati rompendo nel contempo la storica alleanza con Forza Italia, oppure restare all'interno della coalizione, ma non avere i numeri per governare. Per il momento prevale la seconda soluzione: il centrodestra si recherà unito al Colle. Di Maio non ama scoprire le spalle e, pertanto, ha invitato il PD a "sotterrare l'ascia di guerra" ed a “far prevalere il senso di responsabilità nei confronti del Paese".

Di Maio: 'Non rinnego il passato, ma ora dobbiamo essere responsabili'

Da più parti sui social si leggono commenti negativi nei confronti del leader pentastellato.

La matrice è quella degli elettori salviniani che lo accusano di "poca coerenza", ma anche di una parte dell'elettorato del PD il cui leitmotiv è quello di un M5S “disponibile a tutto pur di governare”. Ad onor del vero, Luigi Di Maio non è affatto incoerente: la porta l'aveva già aperta prima del voto. "Se non raggiungiamo la maggioranza, governeremo con chi ci sta", aveva sottolineato in più di una circostanza nel corso della campagna elettorale.

Che poi ci si ostini anche oggi a non definirlo "accordo" o "compromesso" e lo si appelli alla voce di "dialogo" è un problema del vocabolario grillino: la sostanza non cambia. Piuttosto ci si chiede, qualora le parti riescano in qualche modo ad avvicinarsi, in che modo si possano mettere da parte le durissime accuse reciproche che vanno avanti da un quinquennio.

Di Maio, in proposito, sottolinea di non averle affatto dimenticate, ma di guardare oltre. "Non rinnego nulla - afferma il candidato premier del M5S - né le idee di base del Movimento, né tanto meno le critiche che abbiamo espresso al PD e che loro non ci hanno certamente risparmiato. Ma ora è il momento di essere responsabili nei confronti del Paese. Il nostro - aggiunge - è un appello sincero, quello di mettere da parte i contrasti per il bene degli italiani". A chi gli fa notare che, forse, l'accordo sarebbe possibile con un PD senza Matteo Renzi, la risposta conferma invece l'apertura anche nei riguardi dell'ex premier. "Mai posto veti in tal senso", dice di Di Maio che, però, guardando ad altre forze politiche un veto lo ha posto ed è nettissimo.

"Berlusconi è il passato: è colui che avrebbe potuto cambiare il Paese, ma non è stato capace di farlo". Nei confronti di Salvini, sebbene il leader del M5S gli faccia una 'carezza' quando afferma che "ha dimostrato di essere un uomo di parola", aggiunge che "deve avere la forza di rendersi autonomo da Berlusconi". E visto che Salvini andrà dal Presidente Mattarella con il Cavaliere e con Giorgia Meloni, il commento di Luigi Di Maio diventa meno lusinghiero. "Sceglie di restaurare invece di fare la rivoluzione. Così si condanna ad essere irrilevante".

PD: Renzi e la 'linea dura'

Inutile dire che un eventuale accordo tra M5S e PD è in salita: se l'intesa tra Lega e M5S avrebbe l'effetto di spaccare il centrodestra, la prospettiva di un dialogo tra i grillini e l'ex partito di governo è già sufficiente ad evidenziare le correnti interne a quest'ultimo.

La porta di Matteo Renzi è chiusa, l'ex segretario è deciso nel rispedire al mittente le proposte di dialogo, mentre l'attuale reggente Maurizio Martina è più diplomatico quando afferma di aver apprezzato le parole del leader del M5S, ma la sostanza non cambia quando ribadisce più o meno le stesse le parole di Renzi. "Da parte di Di Maio permane l'ambiguità politica e la nostra linea non cambia: centrodestra e 5 Stelle dicano chiaramente cosa intendono fare, noi siamo coerenti con quanto abbiamo sempre affermato". Dello stesso avviso il vice presidente della Camera, Ettore Rosato. "Aver dichiarato di essere alternativi al centrodestra e M5S non è un capriccio di un qualche dirigente. La nostra linea non cambierà".

Per il presidente del PD, Matteo Orfini, "quello di Di Maio è un appello strumentale e non cancellerà ciò che noi siamo: alternativi al M5S. Daremo il nostro contributo da forza di minoranza parlamentare”.

PD: la corrente dei 'dialoganti'

Da parte di alcuni esponenti del PD, però, traspare l'intenzione di raccogliere in qualche modo l'invito di Luigi Di Maio. “Ritengo sia giusto aprire un dialogo con i PD – ha detto Francesco Bocciae, in particolare, ascoltare le proposte di Di Maio. Le sue aperture mi sembrano interessanti e ci sono punti di contatto su cui lavorare”. Posizione che non sorprende se consideriamo che Boccia è uno dei fedelissimi di Michele Emiliano che ha sempre caldeggiato l'opportunità di un dialogo con il M5S.

Dario Franceschini invece cerca di gettare un ponte tra la linea dura ed i 'dialoganti'. “Io dico di fermarci e riflettere dinanzi a questa novità politica – dice, in riferimento alle parole del leader pentastellato – ma in ogni caso serve una risposta univoca. Invece stiamo parlando senza riflettere e rischiamo di dividerci”.

Di Maio: la controreplica

Luigi Di Maio ha ovviamente letto le dichiarazioni degli esponenti del PD e, a parte alcune posizioni di indubbio favore alla sua proposta, trova positive anche quelle di Maurizio Martina sebbene non siano così propense all'apertura. “Le parole di Martina sono certamente un passo in avanti”, ha detto, approfittando poi della circostanza per lanciare un'ulteriore stoccata nei confronti di Matteo Salvini.

Salvini sappia che dal presidente Mattarella non avrà la maggioranza, sia che ci vada con il 17 % (e dunque solo in rappresentanza della Lega), sia con il 37 (con l'intera coalizione di centrodestra)".

Salvini: 'Mamma mia..."

Matteo Salvini, dinanzi alle ultime evoluzioni, ha affidato il suo pensiero ad un post su Facebook. “Un governo 5 Stelle-PD? Mamma mia... Da parte mia cercherò di fare il possibile per cambiare questo Paese e farlo ripartire. Sono certo di una cosa: o si fa un governo serio, o si torna alle urne: ma stavolta stravinciamo”.