Il Movimento 5 Stelle sul piede di guerra contro Girgenti Acque, la società che gestisce i servizi idrici in provincia di Agrigento. I portavoce dei pentastellati all'Assemblea Regionale Siciliana, gli agrigentini Matteo Mangiacavallo e Giovanni Di Caro, hanno chiesto una dura presa di posizione da parte dei sindaci della loro terra contro il gestore idrico unico.

Ai primi cittadini dei 43 Comuni della provincia agrigentina, i deputati grillini hanno richiesto di attivarsi subito con una forte mobilitazione, al fine di arrivare alla conclusione dell'accordo con Girgenti Acque.

"Subito la rescissione del contratto tra Girgenti Acque e i Comuni dell'agrigentino", hanno sottolineato in un comunicato Mangiacavallo e Di Caro, i quali hanno messo in evidenza anche le croniche inadempienze del gestore. L'intervento del Movimento 5 Stelle è giunto a ridosso della riunione dell'ATI (Assemblea Territoriale Idrica), che raccoglie i sindaci delle varie città, ed è chiamata a controllare l'operato dell'azienda a cui sono stati affidati i servizi idrici in un determinato ambito territoriale. La riunione è stata convocata a breve, ovvero il 27 aprile.

Mangiacavallo parla di "gestione inadeguata"

"Attendo un atto di coraggio da parte dei sindaci della mia provincia - ha detto Mangiacavallo - tanto auspicato dai nostri concittadini, stanchi di una gestione inadeguata ormai da troppo tempo".

I due deputati di M5S, oltre a sollecitare i primi cittadini all'azione, hanno presentato anche un'interpellanza al governatore della Sicilia Nello Musumeci, affinché venga approntata una commissione tecnica con fini ispettivi, prevista da una legge regionale approvata dall'Ars nel 2015, quando venne varata la riforma in materia di risorse idriche, ma mai convocata fino ad ora.

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Politica

Si tratta di un organismo menzionato dall'articolo 12 della riforma, la cui istituzione è stata da tempo fortemente richiesta da Mangiacavallo che, in un comunicato, ha ricordato che sono trascorsi ormai tre anni da quando ha avanzato la sua istanza, senza ricevere alcuna risposta positiva. In questi ultimi giorni, il deputato siciliano ha deciso di tornare all'attacco, puntando anche sulla forza Politica dei Cinque Stelle che, dopo le elezioni del 4 marzo, sono diventati il primo partito in Italia.

Di Caro e la necessità di una commissione speciale

Il deputato del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro, ha ricordato che con la formazione della commissione speciale: "i rappresentanti dei cittadini, ovvero gli utenti finali, avrebbero finalmente la possibilità di manifestare il proprio giudizio sull'operato del gestore privato del servizio idrico in provincia di Agrigento".

Ricordiamo che la suddetta commissione è un organismo di democrazia partecipata che, qualora dovesse formarsi, sarebbe presieduto dal legale rappresentante dell'ATI, affiancato da tre sindaci dei comuni appartenenti all'Ato (ambito territoriale ottimale), da un rappresentante dei sindacati, da uno dei comitati cittadini per l'acqua pubblica e, infine, da un funzionario nominato dal Dipartimento acque e rifiuti dell'assessorato all'Energia.

Il Movimento 5 Stelle, dunque, con quest'intervento, ha deciso di mettere in atto una delle sue promesse elettorali in Sicilia: strappare ai privati i servizi idrici, per restituirne la gestione ai Comuni.

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