Sale il centrodestra, al contrario di Forza Italia. In calo il Movimento 5 Stelle. Lieve ripresa invece per il Partito Democratico, anche se la coalizione di centrosinistra lascia per strada qualche decimale. Questi, in pillole, i risultati dell’ultimo sondaggio di Swg del 12 aprile 2018. Salite e discese, numeri alla mano, confrontate alle penultime rilevazioni, risalenti al al 5 aprile, e ai dati ufficiali scaturiti dalle urne del 4 marzo.

I dati: M5S ai livelli del 4 marzo. Giù Forza Italia, exploit della Lega, resiste il Pd

Un piccolo tonfo, quello del Movimento 5 Stelle, salito sì al 34,5% la settimana scorsa, ma ritornato nell’ultimo sondaggio intorno al 32% (per l’esattezza 32,6%, -0,1% rispetto alle urne).

Il centrodestra, invece, si conferma sempre più a trazione Lega: il partito guidato da Salvini è dato infatti al 23,5%, in crescita se confrontato all’ultima rilevazione (22,5%) e, soprattutto, al risultato del voto, quando si era attestato al 17,4%. Male Forza Italia, che dal 14% del 4 marzo passa al 10,1% registrato da Swg. Per Fratelli d’Italia, la formazione più silenziosa del trio Salvini-Berlusconi-Meloni, sostanziale tenuta intorno al 4%. Totale, per il centrodestra, 38,3% (gli elettori avevano detto 37,1% a marzo).

Arrivando al centrosinistra, il Partito Democratico resta sempre e comunque l’unica forza degna di questo nome: 19,3% gli elettori che hanno dichiato di scegliere i dem se si fosse votato il 12 aprile.

Passettini in avanti sia rispetto ai dati del 5 aprile (19% secco), che al 18,7% raccolto alle urne. Malino, di contro, +Europa a guida Emma Bonino, che scende, dal 2,5% del voto politico all’1,8% del sondaggio. La somma però dice 21,9%, meno del 22,3% di un mese e mezzo fa.

Giù anche il sempre più inconsistente Liberi Uguali, 2,7%, a fronte del 3,4% che ha permesso alla formazione del leader Piero Grasso di entrare in Parlamento per il rotto della cuffia.

Piccola progressione, in chiusura, quella di Potere al Popolo, alle urne attestatasi al 1,1% e, oggi, 'giunta' all’1,8%.

L'analisi: il duello Lega-M5S premia il Carroccio (per ora)

Queste piccole scossettine mostrano bene le primissime reazioni della platea elettorale ai posizionamenti delle forze in campo. E, soprattutto, ai due inconcludenti giri di consultazioni.

L’ultimo, chiusosi con un sostanziale stallo. Unico vero coup de théâtre, il siparietto giostrato da Silvio Berlusconi. In primis, col puntiglioso e ormai celeberrimo 'controllo' della lettura del comunicato da parte del leader del centrodestra Matteo Salvini. E, alla fine, con l’ulteriore schiaffo dell’ex presidente del Governo ai pentastellati, non concordato con gli alleati, dopo aver brandito i microfoni a margine dell’intervento nella sala stampa del Quirinale. Il M5S sembra invece pagare, anche se di poco, i traccheggiamenti di Luigi Di Maio in mezzo ai famosi 'due forni', le proposte di Governo fatte sia al Pd che alla Lega.