Se Alessandro Di Battista dovesse decidere di ricandidarsi per il parlamento, sarebbe una buona notizia per il M5S? In parte si, perché 'Dibba' ha parecchi fedelissimi che si spellano ancora le mani ad ogni suo intervento, fermo restando che, nonostante i continui annunci di una sua imminente partenza per l'estero, continua a cavalcare la scena politica anche se, ovviamente, lo fa dal di fuori dalla stanze dei bottoni. Ma se davvero decide di scendere ancora in campo, tanto per dirla alla Berlusconi, sarebbe una buona notizia per il leader ed ex candidato premier Luigi Di Maio?
Su questo siamo meno certi.
Una leadership virtuale
Alla fine, le famose primarie online del Movimento non hanno fatto altro che sancire ciò che era stato deciso dai vertici. Di Maio era il candidato premier ed il leader incontrastato, anche perché l'unico che avrebbe potuto concorrere con lui si era tirato fuori. Ora però Di Battista non è più certo di voler restare fuori, anzi sembra convinto del contrario e lo ha dichiarato in TV, ospite di Massimo Gramellini a "Le parole della settimana" in onda su Rai Tre. "Se questo governo salta, io mi ricandido - dichiara senza indugio - e stavolta ci metto la faccia". Ed alle luce delle sue dichiarazioni bellicose contro il Presidente Mattarella a proposito del veto che il Capo dello Stato ha posto a Paolo Savona quale ministro dell'economia, siamo convinti che in qualche modo la sua campagna elettorale sia già iniziata.
Un problema ulteriore per Di Maio se consideriamo la sua posizione attualmente scomoda. Stretto tra più fuochi, con i rattoppi alla tela che viene stracciata di continuo da Matteo Salvini e sospeso tra la necessità di placare gli animi dell'ala ortodossa del Movimento e tenere un profilo istituzionale. Un altro motivo per fare al più presto il governo, visto che l'avversario più pericoloso per la sua leadership se lo ritroverebbe in casa: una leadership davvero virtuale in presenza del 'Dibba duro e puro'.