Dinanzi all'ipotesi dell'ennesimo governo tecnico o di uno scenario dove le elezioni anticipate si rivelano sempre più probabili, il leader del Carroccio intende riaprire ai 5 Stelle, con il conseguente risultato di un ritorno al futuro e di un rischio di sfaldamento del centro-destra.

Il contesto generale

Il caos regna sovrano nell'Italia post-elettorale. L'appuntamento del 4 marzo ha rappresentato l'ennesimo sentimento di sdegno e stanchezza politica del cittadino italiano medio, il cui voto si è principalmente diviso tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, molto votata anche nel Sud Italia per la proposta di una possibile uscita dall'euro; tema sul quale i pentastellati talvolta convergono e talvolta sembrano vacillare.

Nelle ultime settimane, si è avuto modo di assistere a una chiusura sempre più netta dei 5 Stelle nei confronti della destra leghista di Salvini, il quale non ha ceduto alle pressanti richieste di Di Maio in merito all'abbandono del centro-destra, in particolare dell'ala berlusconiana, da sempre considerata come fulcro della corruzione, contraria ai principi del Movimento. Questo rifiuto salviniano ha successivamente portato i 5 Stelle a chiudere le porte al Carroccio, per corteggiare vistosamente il Partito Democratico, in particolare l'ala guidata da Martina, disposta ad aprire un dialogo con i pentastellati. L'ipotesi ha tuttavia destato i malumori fra i democratici, sempre più divisi tra loro sull'ipotesi di collaborazione con i “populisti” 5 Stelle.

Intanto, nel PD si cerca di raccogliere una sorta di “voto interno” al partito per decidere se traghettare o meno il centro-sinistra verso l'intesa voluta da Martina. Stando ai recenti sondaggi, sembrerebbe che la maggioranza dem non sia propensa a un'alleanza di governo “liberal-populista”.

Perché Salvini ha lanciato l'ultimo disperato appello ai 5 Stelle?

Il leader del Carroccio ha fiutato l'aria di malcontento nel Partito Democratico, che aveva recuperato un certo vantaggio nei confronti della Lega. Matteo Salvini ha colto l'occasione per rilanciare l'offerta a Di Maio, senza tuttavia menzionare le condizioni volute dai 5 Stelle: l'abbandono di Silvio Berlusconi e del centro-destra che per i pentastellati rappresenta la “casta” dei politici di professione.

Giunti a questo punto, occorrerà attendere la risposta di Di Maio, che probabilmente resterà fermo sulle condizioni imposte a Salvini. Il dialogo sembra essere tornato al punto di partenza, senza progressi da alcuna parte. L'apertura dimostrata da Di Maio a qualsiasi compagine politica ha destato perplessità nel PD, che trova ambigue le volontà di compromesso dimostrate dal leader pentastellato. Ciò nonostante, non sono assenti eventuali proposte di collaborazione e intesa da parte di alcuni deputati. In particolare, Martina e Franceschini spingono verso l'intesa con i 5 Stelle, venendo di fatto a creare un'ala governista del partito, opposta a quella di Renzi, che di fatto rifiuta qualsiasi ipotesi di governo con Di Maio e la sua formazione “populista”.

L'intesa PD-5 Stelle potrebbe portare alla morte politica dei democratici?

Si tratta di un timore che aleggia tra le fila di ciò che resta del principale partito di centro-sinistra, già in crisi dopo l'esecutivo Renzi/Gentiloni, che ha contribuito a demolire i diritti sociali dei cittadini italiani attraverso il Jobs Act e l'abolizione dell'articolo 18. A causa di questa legislazione, la flessibilità é diventata di fatto un elemento di normalità nel mercato del lavoro italiano, dove ad aumentare sono i contratti di lavoro a tempo determinato, dato che è stato più volte valorizzato dal governo come fonte di merito e considerazione popolare, ma criticato dal cittadino medio e dal militante tradizionale del PD, che ha teso sempre più al mancato rinnovo della tessera.

Una credibilità fragile quella dei dem, che potrebbe letteralmente crollare con una brusca sterzata a favore del tradizionale nemico politico dei tempi moderni, il Movimento 5 Stelle, contro il quale é stata imbastita la retorica più forte e “anti-populista” mai elaborata negli ambienti progressisti. Probabilmente, é seconda soltanto all'anti-berlusconismo, ragione di vita del centro-sinistra per quasi vent'anni dal crollo del muro di Berlino, momento dal quale la sinistra non ha avuto modo di riprendersi.

Lo scenario più probabile potrebbe essere quello riguardante le elezioni anticipate?

La situazione é in completo stallo; l'intesa M5S-Lega é bloccata inesorabilmente dalla pressione berlusconiana esercitata nei confronti di Salvini, cui il Cavaliere rimprovera di aver troppo concesso al penta-stellato Di Maio.

Berlusconi teme una possibile alleanza fra la Lega e i 5 Stelle, a suo dire “più pericolosi dei comunisti”, come affermato in una recente intervista presso il programma Porta a Porta. Sulla stessa scia d'astio vi é Renzi, spaventato all'idea di condividere il medesimo banco di governo con i nemici, con il probabile risultato di un pasticcio liberal-populista e una disfatta definitiva del Partito Democratico, i cui iscritti sono già calati dal milione ai 400.000. L'apertura di Martina é di fatto bloccata dai renziani, mentre Di Maio resta sempre più isolato. Intanto, di fronte a queste problematiche, lo scenario delle elezioni anticipate diviene sempre più probabile, come già ribadito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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