Se non è scontro aperto tra Unione Europea e parte della Politica italiana, poco ci manca. Nella mattinata di oggi, 15 maggio, le dichiarazioni del vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, sui vincoli in materia economica (debito e deficit) che il nascente governo targato M5S-Lega dovrebbe rispettare, avevano lasciato intendere chiaramente che l’Europa è pronta a fare pressione contro un esecutivo considerato populista e sovranista.

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Impressioni certificate dal successivo intervento di un altro commissario europeo, il greco Dimitris Avramopoulos, il quale ha auspicato il mantenimento della attuale linea politica italiana sul tema migranti. Parole a cui ha prontamente risposto con toni durissimi il leader leghista Matteo Salvini.

Il caso tedesco: espulsioni di migranti sì, ma verso l’Italia

Intanto, però, proprio la Germania di Angela Merkel, continua a mettere in atto un sistema di espulsione di migranti, clandestini e non, molto efficiente.

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È notizia di oggi, riportata tra gli altri dal quotidiano Il Giornale, che un cittadino originario del Congo richiedente asilo è stato ‘deportato’ fuori dai confini tedeschi, ma non nel suo paese africano di origine, bensì in Italia, suo primo porto di approdo. Tutto legale secondo quel tanto discusso Trattato di Dublino che ora M5S e Lega vorrebbero modificare.

Il botta e risposta tra Salvini e l’Ue sui migranti

In una situazione del genere, l’auspicio del commissario europeo Dimitris Avramopoulos sul mantenimento dell’attuale linea politica ‘umanitaria’ dell’Italia in tema di migranti, ha mandato su tutte le furie il leader della Lega Matteo Salvini, impegnato in una estenuante trattativa con il M5S, e con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per cercare di formare il nuovo governo.

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Politica Matteo Salvini

Salvini ha accolto con un sonoro “Basta” sulla sua pagina Facebook le parole del burocrate di Bruxelles, bollandole come la “ennesima inaccettabile interferenza” di una persona appartenente alla categoria dei politici “non eletti” da nessun cittadino. Il capo del partito sovranista italiano, considerato per questo una delle maggiori insidie dalle segreterie europee, dimostra di non temere la loro reazione e annuncia che è finalmente arrivato il momento di cambiare sui migranti.

“Ne abbiamo accolti e mantenuti anche troppi”, sbotta promettendo al contempo che è giunto “il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti”.

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