Il 28 giugno 2018 Roberto Fico, attuale presidente della camera, ha presento una delibera molto cara al Movimento 5 stelle, quella dei tagli ai vitalizi. Nel merito, il presidente Roberto Fico ha affermato che si tratterà di un taglio che interesserà ben 1.338 assegni. Ben 1.338 ex parlamentari su 1.405 saranno toccati da tale provvedimento il primo novembre 2018 se passerà alla Camera tra il 9 e il 13 luglio 2018.

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Per quanto riguarda il calcolo dell'assegno, in pratica, si tratta di moltiplicare il "montante contributivo" degli aventi diritto per un "coefficiente moltiplicativo" che tiene conto dell'età anagrafica alla data di decorrenza del vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata.

Il ragionamento che sta dietro questa misura è molto semplice: il montante degli assegni si basa sui contributi corrisposti dagli ex parlamentari [VIDEO]e comprende un tetto minimo fissato a 980 euro al mese e un tetto massimo che corrisponde all'ammontare dell'assegno basato sulle regole di calcolo vigenti nel momento in cui il soggetto ha iniziato il mandato.

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Ciò per evitare che l'assegno corrisposto in base ai nuovi calcoli, aumenti per gli ex parlamentari che hanno versato molti contributi. Quello che ci si aspetta da questo provvedimento è un risparmio di circa 40 milioni di euro all’anno, vale a dire 200 milioni di euro per ogni legislatura.

Molti ex parlamentari temono di essere colpiti dal provvedimento

Ed è subito scontro tra gli ex parlamentari che temono di essere colpiti dal nuovo provvedimento.

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M5S

"E' un atto illiberale, ci perdo la metà", afferma Paolo Cirino Pomicino, ex deputato della Democrazia Cristiana. "Non sono preoccupato, tanto c'è Salvini che ci salverà dalla rapina a mano armata", dichiara Enzo Ciconte, ex parlamentare del Partito Comunista. Alle lamentele seguono l'annuncio di una pioggia di ricorsi e una vera e propria "Class Action", capitanata dal presidente dell'associazione degli ex parlamentari Antonello Falomi.

Luigi Di Maio, vicepresidente del consiglio dei ministri nonché ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche replica con un tono duro a chi lamenta l'incostituzionalità del provvedimento: "Quelli sono privilegi rubati non diritti acquisiti e la smettano con le minacce, è uno schiaffo alla miseria fare ricorsi e protestare perché ti tolgono un vitalizio di 6 - 7.000 euro quando sei stato tre giorni in Parlamento".

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