Cosa ci sia di fondato, ancora non lo sappiamo. Ma quel che appare certo è che il ministro dell'economia Tria sia nell'occhio del ciclone governativo, a causa di alcune sue iniziative o sortite pubbliche, tanto da farlo considerare "un corpo estraneo" al governo stesso. C'è da registrare comunque, che in sua difesa, è intervenuto proprio il premier Conte. "Tria è il cerbero dei conti, il loro custode arcigno. Ma non esiste che lasci il governo. Attenzione, peraltro a non considerarlo un corpo estraneo a questo esecutivo", ha dichiarato il primo ministro, che ha aggiunto che la moneta unica europea non è in discussione né da parte sua né da parte dell'intera compagine governativa.

Cosa c'è di vero, dietro questa difesa da parte del premier nei confronti di Tria

Molti esponenti del governo considerano il ministro dell'economia addirittura un "corpo estraneo", per il suo atteggiamento molto riservato e taciturno. Alcuni arrivano a dire che Tria non comunica, non lascia intendere le sue intenzioni e questo comportamento appare come un "non gradimento" da parte dell'intera maggioranza. Molti ministri, considerato il riserbo del ministro dell'economia, si chiedono quando il programma di governo, stilato dopo giorni di lunghe e controverse trattative tra i due leader della Lega (Matteo Salvini) e del M5S (Luigi DiMaio), possa essere realizzato. Le loro priorità come l'abbassamento delle tasse, l'abolizione della legge Fornero sulle pensioni, il reddito di cittadinanza, la revisione delle accise sulla benzina, si chiedono i ministri più riottosi, quando vedranno la luce? Quando se ne inizierà a parlare in modo chiaro ed approfondito?.

Ecco sono proprio questi interrogativi che rendono il ministro Tria "un alieno", un "corpo estraneo".

I due vicepremier Salvini e Di Maio, da che parte stanno?

Quel che al momento si sa è che i vertici dei 2 movimenti che reggono il governo sono in fermento. Si ipotizza addirittura che il ministro dell'economia non voglia fare squadra. "Non sappiamo neanche come comunicare con lui", sostengono alcuni esponenti del governo. In particolare dalla sponda dei colleghi grillini si teme che possano essere presi in considerazione alcune scelte a loro poco gradite: un'idea dell'Europa fondata sulle agenzie di rating, sui fondi di investimento. C'è chi addirittura pensa che Tria prenda ordini dal grande capo dell'economia europea, Draghi. Di Maio, dicono alcune voci, teme addirittura che sia lo stesso Tria a remare contro il decreto "dignità". Dalla Lega si smarcano sostenendo che la candidatura del ministro sia stata voluta proprio da Savona. Vedremo come andrà a finire.