È un tira e molla che sembra essere infinito quello in corso, sul tema dell’immigrazione, tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e buona parte di quella che viene definita dai detrattori come la ‘casta dei vip’ o dei volti noti ‘radical chic’ dello spettacolo e della cultura. Dopo l’appello anti salviniano della rivista Rolling Stone, le magliette rosse di ‘Libera’ contro il razzismo e in favore dell’accoglienza, ecco che oggi, 9 luglio, lo scrittore Sandro Veronesi, utilizzando le pagine del Corriere della Sera, decide di scrivere una lettera aperta allo scrittore Roberto Saviano, acerrimo avversario del leader della Lega, per chiedergli di fare finalmente qualcosa di concreto: mettere letteralmente i propri corpi “sulle navi che salvano i migranti”. Quasi immediata la risposta di Salvini che, sul suo profilo Facebook, augura ironicamente “buon viaggio” a tutti coloro che vorranno imbarcarsi.

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La lettera di Veronesi all’autore di Gomorra

Lo scritto di Sandro Veronesi indirizzato a Roberto Saviano, pubblicato oggi dal Corriere della Sera, dopo i preamboli di circostanza, si apre con la presa di coscienza della drammaticità del problema dell’immigrazione nel Mediterraneo, mentre in Italia una “inaccettabile propaganda” continua a parlare di “crociera” e di “pacchia”. Il riferimento a Matteo Salvini è lampante, anche se il nome del ministro non viene speso.

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Veronesi, invece, focalizza l’attenzione sulla necessità di fare, finalmente, qualcosa di concreto, visto che le parole vengono sommerse da quella che viene definita la “falsa informazione”. Insomma, secondo l’autore de La forza del passato, occorre “rompere gli indugi e metterci direttamente il corpo”.

‘Andare laggiù e starci’

Veronesi motiva la decisione di rivolgersi proprio a Saviano, in quanto il suo corpo, oggetto di ripetute minacce di morte da parte della criminalità organizzata, ha già sperimentato da tempo cosa vuol dire rischiare la propria pelle.

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Politica Matteo Salvini

Dunque, l’unica cosa da fare, secondo lo scrittore fiorentino, è quella di andare laggiù, dove lo scempio ha luogo, e starci, col proprio ingombro, le proprie necessità vitali, la propria resistenza, lì”. Un appello accorato che attende la risposta del collega napoletano, ma che viene rivolto a quelle che genericamente vengono definite “persone influenti”, chiamate a responsabilità più alte rispetto alle persone ‘normali’.

Veronesi cita anche alcuni nomi, ma i suoi, giura, sono solo degli esempi fatti “di getto”, non è sua intenzione “convocare” nessuno in particolare. Una battaglia di civiltà, insomma, che adesso attende di trovare i suoi protagonisti disposti a metterci il corpo. Intanto, il primo a rispondere all’appello di Veronesi è proprio Salvini che, con la consueta verve pungente si limita a commentare con un “ottima idea, buon viaggio!”.

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