‘Ma lei sarebbe disposto ad ospitare a casa sua uno degli immigrati sbarcati in Italia di cui ci occupiamo per un periodo limitato?’. È questa la domanda che i giornalisti del quotidiano Il Tempo, fingendosi membri di una inesistente Ong dal nome evocativo di International Open Blue Sea, hanno posto ad un centinaio di vip, ricevendo nella maggior parte dei casi una risposta negativa. Quelli che nell’immaginario collettivo popolare vengono chiamati radical chic, anche se hanno sottoscritto l’appello anti Salvini della rivista Rolling Stone, o partecipato all’iniziativa di indossare una maglietta rossa contro il razzismo e in favore dell’accoglienza dei profughi, un po' a sorpresa, anche se non troppo, affermano che non si sognerebbero mai di ospitare un migrante, magari clandestino, nelle loro abitazioni.

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Solo quattro volti noti hanno detto si, mentre tutti gli altri hanno posto un rifiuto, cercato di prendere tempo, oppure non hanno proprio risposto alla chiamata della finta Ong.

Solo 4 volti noti rispondono positivamente all’appello

Lo scopo dell’iniziativa presa dal quotidiano romano, storicamente schierato su posizioni di destra, era quello di mettere a nudo la vera natura di quelle persone definite sprezzantemente “radical chic”, ovvero la loro ipocrisia nel voler pretendere di “predicare bene e razzolare male”.

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Infatti, almeno a parole, tutti si lanciano in gare di solidarietà ma, alla prova dei fatti, come ha dimostrato la storia della finta Ong messa in piedi da Il Tempo, le cose cambiano radicalmente. Come accennato, di tutti i vip contattati dalla International open Blue Sea, solo in 4 si sono detti disponibili ad ospitare un migrante senza porre condizioni. Si tratta dei politici di sinistra, in quota LeU, Stefano Fassina e Paolo Cento, dello scrittore vicino alle posizioni No Tav Erri De Luca, e della giornalista, ex direttore di Rai3, Daria Bignardi.

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Politica

I nomi dei ‘radical chic’ che non vogliono migranti in casa

Tra chi non ha risposto positivamente alla richiesta di ospitare un migrante, bisogna fare alcuni distinguo. Per prima cosa ci sono coloro che non hanno proprio dato risposta, né alla chiamata, né ad un sms. Si tratta di Gianni Cuperlo, Giuseppe Civati, Tommaso Cerno, Beatrice Lorenzin, del conduttore Nicola Savino, degli attori Claudio Amendola e Luigi Lo Cascio.

Risulta invece lunghissima la lista dei rifiuti, motivati nelle maniere più disparate. Partiamo da Gad Lerner, già criticato perché, l’altro giorno, insieme alla maglietta rossa anti razzista indossava anche un Rolex. Anche il dj Linus, firmatario dell’appello del Rolling Stone, ha preferito interrompere la telefonata con la finta Ong. Risposta negativa anche dallo stesso direttore di RS, Massimo Coppola (padre dell’iniziativa contro Salvini), dallo stilista Ennio Capasa, dall’attore di Gomorra Marco D’Amore, dal conduttore Costantino Della Gherardesca.

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No secco anche dai politici del Pd come Nicola Latorre, Emanuele Fiano, Alessandra Moretti, Esterino Montino, Piero Fassino, Giuseppe Fioroni, Cesare Damiano, Valeria Fedeli. Ma anche il professor Massimo Cacciari afferma di non voler convivere con uno sconosciuto.

Passando agli artisti, a dire no ci sono Giancarlo Magalli, Gabriele Lavia, Paolo Ruffini, Massimo Ghini, Pupi Avati, Dario Vergassola, Leo Gullotta e persino il giornalista David Parenzo, solitamente paladino, a parole, dell’accoglienza dei migranti dai microfoni de La Zanzara.

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