Anche l’Italia ha il suo Russiagate come quello scoppiato negli Usa? Vladimir Putin avrebbe, infatti, ordinato ai suoi hacker di interferire nella campagna elettorale per il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. A rivelarlo a Barack Obama in persona sarebbe stato, nell’ottobre dello stesso anno, durante una visita di Stato a Washington, l’allora premier italiano, Matteo Renzi. La ‘gola profonda’ che ha fatto emergere questa vicenda, come riporta Paolo Mastrolilli su La stampa, sarebbe stato Ben Rhodes, vice consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense all’epoca dei fatti, nonché testimone diretto del colloquio tra Renzi e Obama avvenuto nello Studio Ovale.

Il libro di Ben Rhodes

Il quotidiano torinese non ha sentito direttamente Rhodes, ma ha pubblicato alcuni estratti del suo ultimo libro (‘The world as it is’), da poco pubblicato negli Usa, in cui l’ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Obama racconta l’episodio della visita del premier italiano. “Stanno facendo in Italia le stesse cose che fanno qui”, avrebbe confidato Renzi al presidente americano, facendo riferimento alla campagna mediatica, soprattutto utilizzando i social network, che gli uomini del Cremlino avrebbero organizzato per favorire Donald Trump contro Hillary Clinton nella campagna elettorale in quel momento in corso.

Secondo Rhodes, Renzi avrebbe rivelato di essere a conoscenza del fatto che i russi avessero messo in atto una tecnica molto “sofisticata” al fine di indirizzare fake news “verso regioni specifiche”.

La reazione di Obama

Anche per questo, sostiene l’ex consigliere di Obama, il presidente Democratico aveva deciso di appoggiare apertamente la campagna elettorale pro riforma costituzionale italiana che si sarebbe conclusa con il referendum meno di due mesi dopo. A questo scopo, aveva consigliato a Renzi di farsi ‘dare una mano’ dallo stesso Rhodes, senza però denunciare pubblicamente il presunto Russiagate.

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Politica Matteo Renzi

La sconfitta di Matteo Renzi, infatti, avrebbe costretto il premier italiano alle dimissioni, aprendo di fatto le porte di Palazzo Chigi ‘all’amico di Putin’ Silvio Berlusconi. In quel momento, poi, nessuno pensava alla futura affermazione di M5S e Lega, nonostante i presunti collegamenti diretti intercorsi tra il partito di Matteo Salvini e il Cremlino.

La denuncia di Biden: interferenze russe anche prima delle elezioni del 4 marzo

A questo quadro già preoccupante, posto che le rivelazioni sul presunto Russiagate all’italiana risultino fondate, si aggiunge il contenuto di un articolo, pubblicato da Joe Biden sul numero di gennaio/febbraio 2018 della rivista Foreign Office, in cui l’ex vice presidente americano denunciava il proseguimento delle “operazioni russe” in Italia anche in occasione della campagna elettorale per le politiche del 4 marzo 2018.

Articolo scritto a 4 mani con Michael Carpenter, già collaboratore di Rhodes alla Sicurezza nazionale. Carpenter, ascoltato sempre da La Stampa qualche tempo fa, aveva confermato che, secondo le informazioni in possesso dell’amministrazione Usa, “noi sappiamo, e abbiamo un sacco di prove, che la Russia sta sostenendo la Lega Nord e i Cinque Stelle. Non si tratta solo di appoggio online, ma anche politico”. Il quotidiano torinese svela anche la notizia dell’apertura di una inchiesta contro ignoti da parte della magistratura italiana, per fare luce su alcuni account Twitter, aperti e poi subito chiusi, ritenuti collegati alle centrali di hackeraggio russe.

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