Tra i molti avversari politici di Matteo Salvini, forse il più ostico potrebbe risultare Marco travaglio. Nel suo editoriale di oggi, 30 agosto, intitolato ‘Tempo scaduto?’, il direttore del Fatto Quotidiano si scaglia con una veemenza quasi inedita contro il leader della Lega, accusato apertamente di voler restare perennemente in campagna elettorale e di disinteressarsi dei provvedimenti, anche positivi, presi dal governo giallo-verde di Giuseppe Conte, per perdersi in inutili e controproducenti polemiche, come quella con l’Europa sulla questione migranti.

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Travaglio si permette anche di dare qualche consiglio non richiesto al M5S. A suo modo di vedere, infatti, Luigi Di Maio e i pentastellati dovrebbero iniziare a pensare di “staccare la spina” all’esecutivo Conte. Prima delle elezioni Europee del giugno 2019, però; altrimenti, ammonisce l’allievo di Indro Montanelli, dopo sarà troppo tardi, perché sarà Salvini a farlo.

Il giudizio del direttore del Fatto sul ‘governo del cambiamento’

Il consueto editoriale di Marco Travaglio sul suo giornale, il Fatto Quotidiano, si apre con l’ammissione di aver da subito considerato “legittimo” il governo M5S-Lega, fin dal giorno del suo insediamento, in quanto frutto di un accordo tra le due forze politiche uscite vincitrici dalle elezioni del 4 marzo e non di un gioco di Palazzo.

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Travaglio ribadisce anche, senza nascondersi, la sua preferenza per un accordo di governo tra pentastellati e Pd, poi sfumato, dice, per colpa di Matteo Renzi. Governo Conte che, comunque, per essere considerato veramente del ‘cambiamento’, avrebbe dovuto affrontare e risolvere problemi come “mancanza di lavoro, precariato, povertà, corruzione, evasione fiscale, conflitti d’interessi”. Questioni al momento, aggiunge il noto giornalista, rimaste irrisolte.

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Matteo Salvini M5S

Tutta colpa della Lega

Travaglio accusa la Lega di essere il partito meglio “incistato”, più ancora di Forza Italia, “nel sistema di potere che ha retto l’Italia nella Seconda Repubblica”. Vero che l’arrivo di Salvini alla segreteria ha rappresentato una svolta per il Carroccio, ma la Lega, secondo la sua opinione, sta comunque rappresentando il maggiore ostacolo al cambiamento promesso dal M5S. Insomma, il fatto è che il leader leghista non riesce, o non vuole, “uscire dalla sua campagna elettorale permanente”, iniziando seriamente a compiere atti concreti. Secondo Travaglio, dunque, Salvini i problemi non vuole affatto risolverli, ma solo “usarli” a suo favore.

Salvini come Berlusconi e Renzi

I toni a questo punto diventano, se possibile, ancora più virulenti. Il ministro dell’Interno viene accusato di andarsene sempre “in giro a farsi propaganda”, invece di occuparsi della reale risoluzione dei problemi, tanto da somigliare “spaventosamente a B. e a Renzi”. Annoiato dalla questioni amministrative, penserebbe solo a come vincere le prossime elezioni. Inutile occuparsi dei numerosi dossier che ha sul suo tavolo, sarebbe una “perdita di tempo”, utilizzato invece per fare “sparate” in giro per l’Italia.

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Il caso Diciotti, poi, con i 167 eritrei a bordo poi sbarcati comunque sulle nostre coste, sarebbe solo un errore grossolano del ministro, salvato dalla gogna mediatica dalla provvidenziale inchiesta aperta su di lui dalla procura di Agrigento, che lo ha reso un martire agli occhi dell’opinione pubblica.

Travaglio come Laura Boldrini

“Tragicomica”, infine viene definita l’alleanza con il premier ungherese Viktor Orban, incontrato a Milano pochi giorni fa.

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“Prima gli ungheresi, altro che prima gli italiani, ironizza Travaglio, riprendendo, forse inconsapevolmente, una recente battuta di Laura Boldrini. Insomma, per concludere, un “trucido figuro”, impegnato perennemente in una “scorribanda demagogica di Cazzaro Verde contro tutti”, dal quale il M5S si dovrebbe distaccare al più presto.

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