Il cosiddetto ‘caso Casalino’ - esploso dopo la pubblicazione di un audio privato WhatsApp in cui il portavoce del premier si lasciava andare ad uno sfogo contro i tecnici del ministero dell’Economia con due giornalisti - si arricchisce di un nuovo capitolo. Il senatore del M5S Gianluigi Paragone, in un video pubblicato sul suo canale Youtube, difende a spada tratta Rocco Casalino perché le sue parole rifletterebbero il pensiero della maggioranza degli italiani.

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Ma, soprattutto, l’ex conduttore tv si scaglia contro l’apparato burocratico annidato dentro al Mef e se la prende anche con lo stesso ministro Giovanni Tria. L’avvertimento è chiaro: se l’intenzione del titolare del Tesoro è solo quella di difendere i soliti poteri forti a scapito dei cittadini italiani, è meglio che tolga il disturbo.

Paragone attacca Tria: vuole difendere i mercati o i cittadini?

Il video pubblicato da Gianluigi Paragone ha una durata di quasi 10 minuti.

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Un intervento accorato dall’inizio alla fine, ma la cui parte principale, ovvero l’attacco a Tria, arriva verso la fine. “Inutile cambiare i governi quando poi non puoi cambiare la politica - si sfoga il parlamentare M5S - ed è inutile cambiare i ministri quando il grumo di questo ministero di fatto è nelle mani delle stesse persone. Noi ci stiamo accorgendo che il potere reale è nelle mani di questi dirigenti.

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Tria li vuole difendere? Bene, ma voglio capire quale è l’idea di fondo che vuole difendere lui. Tria vuole difendere l’economia finanziaria, vuole difendere solo la tranquillità dei mercati, o vuole difendere l’economia reale? Perché, se vuole difendere soltanto l’economia finanziaria, forse ha sbagliato governo, oppure qualcuno dentro alla maggioranza ha sbagliato a scommettere su questo governo. Se Tria non è d’accordo lasci perdere perché ha sbagliato il luogo dove fare politica”.

La difesa di Casalino

Un attacco diretto all’apparato burocratico del Mef, preceduto dalla strenua difesa di Casalino. “La ridda di polemiche intorno alla frase di Rocco Casalino - spiega il senatore pentastellato - fa capire lo stato in cui versa sia il giornalismo italiano e sia una parte del del dibattito politico. Perché, a leggere i giornali, sembra che oggi le cose più importanti su cui occorre riflettere sono appunto le sue parole”.

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Secondo Paragone, infatti, Casalino “sta dicendo un qualcosa, in toni assolutamente virulenti, in toni e tonalità che sono vibranti, sono forti, ma che sento particolarmente comuni a un modo di pensare che c’è nel Paese. Rocco Casalino ha detto ‘noi vogliamo arrivare ad una inversione della politica economica e metterla più a favore dell’economia reale rispetto all’economia finanziaria’.

‘Macchina burocratica nemica dell’economia reale’

Che il ministro Tria e tutti i suoi dirigenti siano più sensibili alle sirene dei mercati finanziari e siano più sensibili ai Cernobbio e a quegli ambienti lì - prosegue nella sua invettiva il giornalista varesino - non è un mistero.

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Quel corpo intermedio, quei dirigenti, quel pezzo di macchina burocratica, è nemica dell’economia reale, dei cittadini, dei piccoli imprenditori e del vero sistema Paese. E lo dimostra il fatto che proprio lì dentro (riferito al ministero ndr) ci sono gli ostacoli, non al cambiamento inteso come frase fatta da appiccicare al governo, ma al cambiamento visto proprio come esigenza che parte dal basso”.

I difesa dei piccoli imprenditori contro i burocrati

Insomma, si esalta Paragone, “noi ne abbiamo le scatole piene di vedere delle resistenze rispetto a degli impegni che abbiamo assunto in campagna elettorale nei confronti dei piccoli imprenditori a cui lo Stato deve dei soldi. E se lo Stato non ha pagato i piccoli imprenditori è perché non c’erano le firme di quei corpi intermedi, c’era sempre un dirigente che si opponeva. C’è qualcuno dentro il corpo intermedio dei ministeri che ha deciso che quelle cose non devono essere fatte. E cioè che il sistema finanziario e bancario viene prima delle famiglie e degli imprenditori”. Per concludere, “Rocco Casalino sta dicendo quello che è nell’animo, nel cuore, nella pelle, nelle vene di tutti noi. Non prendiamo le distanze da quello che ha detto e non ce ne frega un tubo se l’ha detto con toni che possono scandalizzare qualcuno, perché quel qualcuno, a cominciare dai colleghi giornalisti, forse si è dimenticato che sono ben altri i ricatti che stiamo subendo. I ricatti di quei mercati e potentati che nascondono tutto grazie a funzionari e dirigenti, grazie cioè a quelle persone che, in buona parte, quando terminano la loro missione dentro la struttura della Pubblica Amministrazione, guarda caso te li ritrovi consulenti o dirigenti di banche o istituzioni simili”.

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