Hanno colto di sorpresa le dichiarazioni rilasciate ieri da Rita De Vito, ormai ex vicesindaco di Brindisi che, nei giorni scorsi, si è dimessa dal suo incarico a causa di presunti contrasti interni con il PD e soprattutto con il segretario cittadino Francesco Cannalire.
L'insegnante, nella mattinata di sabato, ha chiarito la sua posizione nel corso di una lunga conferenza stampa, durante la quale ha affermato di essere stata costretta a dimettersi perché, se si fosse piegata a determinate pressioni, non solo sarebbe venuta meno al rispetto di alcuni valori per lei fondamentali, ma avrebbe anche abbracciato "mentalità mafiose" che non le appartengono.
Successivamente, Rita De Vito ha chiamato in causa anche il Partito Democratico, dicendo di essersi sentita abbandonata e allo stesso tempo "pressata", in particolare da Cannalire. L'ex vicesindaco ha descritto il segretario cittadino come un "padre padrone" che si fa sentire solo per rendersi protagonista di "violente reprimende".
Alle dichiarazioni dell'insegnante è seguito, nel pomeriggio, un intervento del PD cittadino che, in conferenza stampa, ha spiegato le ragioni del divorzio fra la De Vito e l'amministrazione comunale brindisina. Anche il sindaco Riccardo Rossi è intervenuto, parlando di semplici incomprensioni politiche.
Il "J'accuse" dell'ex vicesindaco
Rita De Vito, prima di indire la conferenza stampa, aveva già attirato su di sé le attenzioni dei cittadini e della stampa locale, pubblicando su Facebook un post contenente una citazione del giudice Paolo Borsellino, riguardante proprio la lotta alla mafia.
L'insegnante ha spiegato, durante l'incontro con i giornalisti tenutosi presso la sala conferenze dell'Hotel Virgilio, le ragioni delle sue dimissioni, dicendo che qualcuno le avrebbe anche intimato di motivare la sua scelta adducendo delle "ragioni personali". Di fronte a questo atteggiamento ha deciso di non piegarsi ai clientelismi e "quando c'è qualcosa che non va, la mia onestà mi impone di non tacere". Dopo aver attaccato Cannalire, affermando che senza di lui non si poteva fare nulla e chiedendosi perché all'epoca non abbia scelto Costantino Del Citerna come vicesindaco, è arrivata l'affermazione più pesante: "Se mi fossi piegata, avrei abbracciato una mentalità mafiosa e tradito i miei valori e ideali.
Ho detto no".
Il PD locale e le sue ragioni
Francesco Cannalire, segretario della locale sezione del PD, in una successiva conferenza stampa si è detto fortemente deluso dalle parole usate dall'ex vicesindaco, sottolineando quanto sia stata infelice la scelta di designare la professoressa per quel ruolo.
Secondo Cannalire, in seguito a questa vicenda, il Partito Democratico si è trovato coinvolto nell'ennesima macchina del fango che ne metterebbe in dubbio la moralità e la legalità. In merito alle affermazioni della De Vito sull'opportunità o meno di presentarsi in Procura per sporgere denuncia, il PD e l'amministrazione comunale hanno fatto sapere di essere pronti ad accompagnare l'ex vicesindaco per far valere le sue ragioni dinanzi all'autorità giudiziaria.
In un secondo momento ha parlato anche Riccardo Rossi, sindaco di Brindisi, il quale ha chiarito che se avesse notato la presenza di atteggiamenti mafiosi nel Comune, sarebbe stato il primo a rassegnare le dimissioni. Insomma, una vicenda spinosa che quasi certamente avrà degli ulteriori strascichi ed un terremoto politico che ha scosso il fine settimana brindisino.
Puntualmente sono arrivate anche le prese di posizione dei partiti dell'opposizione, i quali hanno evidenziato come questo episodio dimostri quanto il sindaco Rossi (che ha vinto le elezioni amministrative 2018 alla guida di una lista civica di centrosinistra) sia succube del PD. Accuse già smentite dal primo cittadino, il quale ha provveduto a rispedirle prontamente al mittente.