Laura Boldrini non perde occasione per manifestare tutto il suo dissenso nei confronti del governo guidato da Lega e Movimento Cinque Stelle. Non potrebbe essere altrimenti considerato il suo rapporto burrascoso, ad esempio, con Matteo Salvini. La sua posizione, però, continua ad essere critica nei confronti dell'esecutivo, anche dopo che un uomo del filone governativo è stato pesantemente attaccato su una posizione che le è appartenuta.

Il riferimento va naturalmente a Roberto Fico che oggi occupa la poltrona di presidente della Camera dei Deputati, la stessa che in passato è stata della deputata eletta con Leu.

Primo passaggio critico sulla legge di bilancio

A far andare su tutte le furie le opposizioni, nelle ultime ore, è stata la presunta violazione dell'articolo 72 da parte del governo in funzione di una veloce approvazione della discussa legge di bilancio.

In un'intervista concessa ad 'Avvenire', la Boldrini si accoda al filone critico sottolineando come la manovra, ossia quella che definisce "la madre di tutte le leggi", "non viene discussa nè alla Camera nè al Senato". Le si chiede a quel punto se le viene in mente qualche precedente simile e la Boldrini risponde che anche in passato è capitato che ci sia stata una discrepanza nei tempi di analisi da parte delle due Camere, ma mai era capitato che entrambe venissero "silenziate" per velocizzare gli iter ."La Camera - tuona la Boldrini in riferimento a quanto avvenuto negli ultimi giorni - è stata usata come sala di attesa del maxi-emendamento, poi presentato al Senato a scatola chiusa".

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M5S Lega Nord

L'unica lettura del testo. secondo la parlamentare, sarebbe avvenuta quando ancora non c'era nulla di defintiivo e si era in piena trattativa con l'Unione Europea. "Il Parlamento - sottoline l'ex presidente della Camera - è stato umiliato sulla legge portante dello Stato. Una cosa di enorme gravità che non può e non deve diventare un precedente".

La Boldrini ricorda la 'ghigliottina'

A finire nell'occhio del ciclone è stato anche Roberto Fico che avrebbe tolto i panni del garante da presidente della Camera a favore di quelli di militante pentastellato.

Qualcuno, nelle ultime ore, ha tirato fuori il precedente della "ghigliottina", una forzatura che sarebbe attribuibile alla presidenza della Boldrini. Lei risponde così: "Ci sono state forzature da parte dei governi passati che non ho condiviso. Si trattava di un decreto legge (Imu-Bankitalia) su cui c'erano tutte le basi di discussioni, ma l'ostruzionismo stava impedendo la votazione entro il limite dei 60 giorni previsti dalla Costituzione".

A quel punto ricorda anche quelli che erano stati i comportamenti dell'attuale maggioranza, attaccando Lega-M5S: 'Ho visto questi signori saltare sui banchi del governo e della presidenza al grido di "venduta! serva!".

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