Dopo il post apparso sulla pagina Fb dell'Anpi Rovigo in cui si faceva del negazionismo sull'evento delle Foibe, è scoppiata subito un'aspra polemica. Molte personalità politiche hanno dichiarato che le frasi apparse (per alcune ore) sono state vergognose, e alcuni si sono mossi anche con denunce. Antonella Toffanello, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Rovigo, dichiara però che il post sarebbe stato scritto da una persona sconosciuta e che la posizione espressa non è quella dell'Anpi.

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Il post incriminato e le polemiche

All'interno di una discussione sulle Foibe, iniziata ieri sul profilo Facebook dell'Anpi di Rovigo, è apparso un commento che ha creato enorme scalpore. In esso era possibile leggere che le Foibe erano state inizialmente inventate dai fascisti per eliminare i partigiani jugoslavi, ma che poi si sarebbero evolute anche in una menzogna storica. Si cita, ad esempio, la "vergognosa fandonia della foiba di Bassovizza".

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Immediatamente sono esplose le polemiche in campo politico. Luciano Sandonà, consigliere regionale del gruppo Zaia Presidente, ha affermato il proprio sconcerto nel vedere un'associazione che si vanta di portare avanti la memoria storica, negare pubblicamente una tragedia delle dimensioni di quella delle Foibe. Roberto Novelli, deputato di Forza Italia, sembra che abbia addirittura dato mandato ai legali di presentare denuncia contro l’Anpi Rovigo ai sensi dell’articolo 604 bis del Codice penale.

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Le scuse dell'Anpi e la presa di distanza dal post

Antonella Toffanello, la presidente provinciale dell'Anpi, ha preso subito le distanze del post, dichiarando che non rappresenta il pensiero dell'Anpi. Aggiunge anche che non si sa chi abbia riportato quelle parole, e che non corrispondono di certo alla visione dei partigiani, non essendo una dichiarazione ufficiale.

La Toffanello, inoltre, dichiara che nessuno ha mai avuto l'intenzione di negare l'evento delle Foibe.

Semmai, aggiunge, si voleva mettere l'accento su una certa descrizione data "dalla vulgata di destra" che, nel caso ad esempio di Basovizza, dichiara numeri di morti decisamente superiori a quelli effettivamente riportati nei documenti de “La Nuova Alabarda”.

Le parole della presidente però hanno avuto ben poco effetto, dal momento che ormai la polemica si è sparsa a macchia d'olio nel panorama politico.

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