Nella serata di martedì 15 gennaio, presso le sale de La Lanterna, prestigioso locale situato al centro di Roma, in via Tomacelli, si è tenuta una cena-evento sul tema della giustizia, a cui hanno partecipato diversi noti esponenti del mondo politico, imprenditoriale e giudiziario. Madrina dell’incontro intitolato ‘Una nuova giustizia, l’impresa che serve all’Italia’ è stata la giornalista Annalisa Chirico con la sua associazione ‘Fino a prova contraria’.

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La modica cifra per sedersi a tavola era di 6mila euro. Presenti, tra gli altri, anche il leader della Lega Matteo Salvini e la pasionaria del Pd Maria Elena Boschi. La cena di gala non è andata giù al M5S che prima ha attaccato con Alessandro Di Battista (“Roba da ancien régime”) e poi ha affondato il coltello nella piaga con il senatore Gianluigi Paragone.

L’affondo di Gianluigi Paragone contro Matteo Salvini

“Una cena da 6mila euro al tavolo per parlare di giustizia.

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Anzi di ‘Una nuova giustizia, l’impresa che serve all’Italia’. Ma 6mila euro sono decisamente troppi”, così il senatore del M5S, Gianluigi Paragone, inizia il breve video postato su Facebook in cui spiega chi e perché ha partecipato alla cena romana. “La giustizia che stiamo costruendo noi del governo del cambiamento è facile, è gratis, è accessibile a tutti e soprattutto è trasparente, non ha bisogno di salotti - attacca Paragone - E quindi vediamo la cena del salotto romano a cui partecipano Gianni Letta, Giulio Tremonti, Marco Minniti, il vicepresidente del Csm David Ermini, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il presidente di Rcs Urbano Cairo, l’amministratore delegato di Pirelli Marco Tronchetti Provera.

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Matteo Salvini

E poi, Giuliano Amato, Maria Elena Boschi, il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi e Matteo Salvini. Cosa c’entra Salvini con questi salotti un po’ fighetta? Che cosa c’entrano 6mila euro per fare quello che stiamo già facendo, cioè la nuova giustizia? Allora siamo ben felici di non far parte di alcun salotto fighetta e, soprattutto, siamo ben felici di non spendere 6mila euro al tavolo per mangiare con la Boschi e con Amato”.

La difesa di Salvini: ‘Non vengo qua per la Boschi’

“Io sono qua per incontrare e ascoltare magistrati, imprenditori. Avere processi più veloci e tribunali più efficienti è un diritto di tutti gli italiani - ha dichiarato il vicepremier leghista Matteo Salvini, raggiunto da una folla di giornalisti a margine dell’evento - E quindi lavoriamo ad una riforma della giustizia insieme a chi lavora nella giustizia e per la giustizia.

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Non vengo qua per la Boschi, anche perché mi sembra che i governi passati abbiano fallito. Perché dovrei stare lontano da questo posto come dice Di Battista? Lontano da Nordio, dalla Severino, da Cairo? Il mio dovere è ascoltare e incontrare tutti. Il 90% dei giudici, dei magistrati, degli avvocati fa bene il suo lavoro e quindi è mio dovere esserci. Da persona educata, se mi invitano ci vado, non per incontrare l’onorevole Boschi evidentemente, ma qualcuno di più interessante. Adesso se vado ad ascoltare degli imprenditori dove ci sono dei renziani divento renziano? È abbastanza bizzarro come ragionamento”.

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Maria Elena Boschi attacca il leader della Lega

“È più facile che Salvini restituisca i 49 milioni che il Pd faccia un accordo con la Lega sinceramente - affonda invece il colpo una battagliera invece Maria Elena Boschi - Non sono imbarazzata, il problema è di Salvini che si scopre garantista per la prima volta stasera. Di solito lo è solo con i suoi colleghi di partito accusati di peculato. Solo quando c’è di mezzo la Lega, non con gli altri. Però vedremo, magari cambia idea stasera”.

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