Mogol a favore della battaglia per trasmettere in radio più musica italiana e come presidente della Siae si schiera a sostegno della nuova proposta lanciata dalla Lega, nella quale viene richiesta più attenzione alla musica italiana chiedendo a tutte le emittenti presenti sul territorio di dedicare un terzo della propria programmazione alla canzoni di autori e di cantanti italiani.

Più musica italiana nelle radio: di cosa si tratta

Mogol, ha inviato una lettera ai suoi partner associati, nella quale richiede esplicitamente di sostenere l’ultima proposta del presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera Alessandro Morelli, firmatario del progetto di legge che auspica ad una maggiore considerazione e trasmissione in radio della musica made in Italy.

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La proposta di legge della Lega, quindi, trova l'appoggio della Siae che si dichiara a favore della riproduzione di un terzo della programmazione radiofonica dedicata alla musica italiana. L’iniziativa, secondo il presidente Mogol, avrebbe sicuramente un buon riscontro sul mercato radiofonico italiano generando più introiti nei diritti d'autore e nella qualità della musica. L'argomento non è del tutto nuovo e sarebbe stato già preso in considerazione attraverso diverse proposte in passato, tra le quali quelle della Fimi nel 2016 che proponeva di garantire almeno il venti per cento di opere di artisti italiani durante le trasmissioni in radio.

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Anche Dario Franceschini, alla Milano Music Week nel 2017, intraprese lo stesso argomento, proponendo una possibile obbligatorietà di più trasmissione di musica italiana grazie all'introduzione di nuove norme. Quindi quella del Carroccio non è la prima proposta sull'argomento che, questa volta, nasce dal successo delle canzoni italiane proposte all'ultimo Festival di Sanremo che, sarebbero risultate molto premiate dagli ascolti in streaming.

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Musica italiana: l’impatto positivo sul mercato italiano

Secondo quanto riportato dal presidente della Siae Mogol i dati medi di programmazione, relativi al periodo 2010-2017, su dieci stazioni radio solo quattro avrebbero rispettato l'attuale soglia proposta dalla legge dell'onorevole Morelli. La nuova possibile iniziativa, secondo Mogol, avrebbe quindi, un impatto molto positivo non solo sul mercato radiofonico, ma anche sugli introiti dei diritti d'autore e di tutta la musica prodotta nel nostro Paese che significa, di conseguenza, un possibile sostegno anche all'industria e a tutte le persone che ci lavorano.

Una battaglia, secondo il presidente della Siae, preziosa e costruttiva all'affermazione del principio che la musica, prodotta in Italia, fa parte del patrimonio culturale e proprio per questo andrebbe più difesa e maggiormente valorizzata.

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